Tommaso Natale, intitolata piazza a D’Angelo: giusto riconoscimento

Stamane, sabato 18 marzo, ho partecipato alla cerimonia di intitolazione di una piazza a Giuseppe D’Angelo, detto Pino, ucciso barbaramente dalla mafia nel 2016 per via di uno scambio di persona.

Si è trattato di un giusto riconoscimento per una vittima innocente e per una borgata, come quella di Tommaso Natale, che non deve dimenticare e deve contrastare il malaffare e la delinquenza.

 

Stop ai progetti folli, a Palermo c’è bisogno della mobilità ecosostenibile

Ritengo che sia necessario ricostruire, in modo condiviso, il sistema di mobilità cittadino, per cui è importante abbandonare i folli progetti che prevedono altri cantieri che potrebbero continuare a mettere in ginocchio l’economia palermitana, così come successo in via Amari e in viale Lazio.

Chi si prepara ad amministrare la nostra città deve aprirsi a nuove progettualità, che siano ecosostenibili, che non appesantiscano le casse dell’azienda dei trasporti, che migliorino le condizioni di lavoro degli operatori aziendali, e che mettano al centro il cittadino/passeggero.

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Ricordando Giuseppe D’Angelo: la mafia non è solo cosa nostra

Grazie all’associazione Libera oggi ho partecipato per la seconda volta a un incontro tenutosi con gli alunni delle scuole delle medie per parlare di Giuseppe D’Angelo, come familiare della vittima, insieme alla sorella Caterina e a mia mamma. Giuseppe, infatti, era un nostro cugino.

Già in passato vi ho raccontato la storia di questa vittima innocente e oggi ho avvertito una grande responsabilità verso quegli alunni che mi ascoltavano, perché a loro non abbiamo raccontato soltanto il folle gesto di cosa nostra ma, insieme a Libera, alla sorella Caterina e a mia madre, abbiamo cercato di trasmettere il bisogno di riscatto, la necessità di rinascita che deve crescere in modo sempre più forte nella nostra città.

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Decentramento, trasformare le 8 Circoscrizioni in 8 piccoli Comuni

Trasformare gli 8 parlamentini di città in 8 piccoli comuni dovrebbe essere una scelta strategica per la prossima amministrazione.

Mettere in condizione le Circoscrizioni di poter intervenire nella vita quotidiana dei quartieri dovrebbe essere la priorità per un’amministrazione che vuole rendere ‘normale’ Palermo.

Perché oggi è importante parlare di normalità, perché ciò che serve a noi palermitani è il ripristino di quelli che sono i bisogni elementari della città.

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