Istituto D'Angelo

“Rendere fruibili gli spazi dell’Istituto D’Angelo di Cardillo”

Si chiede di volere predisporre, ciascuno per le proprie competenze, interventi volti a rendere i luoghi fruibili, eliminando quelli che appaiono come gravi fatto di rischio per gli alunni“.

Così si conclude la richiesta d’intervento che l’assessore al Comune di Palermo, Barbara Evola, con delega alla scuola e all’edilizia scolastica, ha inviato al Capo Area Manutenzioni Sergio Pollicita, e al Capo Area Ambiente e Vivibilità Domenico Musacchia, a proposito del degrado in cui versa l‘Istituto D’Angelo di Cardillo.

Il 12 agosto scorso, infatti, ho inviato all’assessore Evola una missiva con cui ho raccontato, con tanto di foto, la situazione di forte abbandono della scuola di via San Lorenzo 295, chiedendo l’intervento dell’amministrazione comunale non solo per ripulirlo come si deve ma anche (e soprattutto) per portare quest’istituto al centro della vita del quartiere Cardillo.

Infatti, così come ho ricordato a Barbara Evola, la zona di Cardillo è povera di strutture per accogliere i più piccoli ed una scuola rappresenta l’unica vera presenza seria e concreta, oltre la Parrocchia.

Tant’è che ho chiesto all’assessore non solo di riportare alla normalità gli spazi esterni dell’istitutosia il ripristino delle aiuole che la risistemazione del piazzale – ma anche di promuovere un progetto di rilancio da parte dell’amministrazione comunale con al centro l’istituto D’Angelo, al cui interno ci sono spazi inutilizzati che potrebbero diventare la base per la riqualificazione del quartiere.

Come detto, l’assessore ha risposto intanto (e celermente) alla prima parte della mia richiesta, osservando che “le aiuole del giardino sono piene di erba secca, la pavimentazione appare sconnessa e, in quello che sembra essere un seminterrato, fanno bella mostra anche oggetti che nulla hanno a che fare con l’attività didattica (materassi, elettrodomestici, copertoni)“.

Per quanto riguarda la seconda, auspico che il Comune possa davvero fare qualcosa di concreto per concedere anche alla periferia della città la possibilità di essere vitale e formativa per i suoi residenti più piccoli.