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Amat, bigliettai a bordo e biglietto più economico: che ne pensate?

In questi giorni si fa un gran parlare dell’AMAT, l’azienda che a Palermo si occupa del trasporto pubblico.

Soprattutto alla luce di quanto rivelato su LiveSicilia dal presidente Giuseppe Modica per combattere il problema dei “portoghesi”: «avremo i vigili urbani a bordo: abbiamo chiesto la collaborazione del Comune che ha deciso di venirci incontro».

Innanzitutto, è assai discutibile l’idea di utilizzare la Polizia Municipale per spingere tutti i cittadini a obliterare il biglietto. Una città come Palermo, dove il traffico è imperante, non si può permettere di togliere dalla strada quei pochi vigili che ci sono e farli salire a bordo dei bus.

Detto ciò, bisogna fare una considerazione: il biglietto è uno dei più cari d’Italia. Un euro e trenta centesimi sono tanti, soprattutto alla luce, purtroppo, dello stato del trasporto pubblico palermitano. I cittadini, infatti, non hanno spesso la percezione di usufruire di un servizio che vale quel prezzo.

Inoltre, ha una durata eccessiva: un’ora e mezza. È vero che ci sono situazioni in cui un utente è costretto ad attendere molti minuti in una fermata, ma credo che nella maggioranza assoluta dei casi, in pochi sfruttano i 90 minuti in una o più corse.

Ecco perché – oltre a piazzare i bigliettai sugli autobus (e non i vigili) – sarebbe opportuno sia diminuire il costo del tagliando (0,50 centesimi) sia la durata della corsa (45 minuti). Dando così al cittadino la possibilità di scegliere la tipologia di biglietto desiderato in termini di durata (e, quindi, di prezzo).

È ovvio che, rendendo il tagliando più “economico” e scoraggiando i “portoghesi” per via della presenza del bigliettaio a bordo, l’Amat potrebbe risolvere il problema delle entrate previste ma non riscosse.

Che ne pensate?