elezioni

Io non voto con il Porcellum

Nel giro di pochi giorni il panorama politico italiano si è stravolto.

Soprattutto perché buona parte della classe dirigente del PDL ha deciso di non rispettare il volere del suo leader, Silvio Berlusconi. Quest’ultimo, infatti, avrebbe voluto che i suoi votassero contro la fiducia al governo di Enrico Letta, responsabile più di sostenere la sua decadenza che di  aumentare la pressione fiscale sui cittadini (un pretesto, naturalmente).

Lo spettro delle elezioni politiche, quindi, è dietro l’angolo. A prescindere se il PDL dovesse clamorosamente scindersi o meno.

Però non bisogna correre il madornale errore di andare a votare con l’attuale Porcellum, causa dell’instabilità del nostro Paese e del governo delle “larghe intese”.

È dovere dei parlamentari, infatti, correre ai ripari al più presto: preparare e applicare una nuova legge elettorale o tornare quantomeno al Mattarellum (anche se bisognerebbe ricostituire i Collegi).

Sarebbe scandaloso se non si facesse nulla.

Ecco perché voglio lanciare una provocazione: nel caso in cui si dovesse andare a votare al più presto, disertare le urne se il Porcellum non fosse abolito. Perché non saremmo noi italiani a decidere i deputati bensì i partiti stessi con le loro liste bloccate.

Bisogna, infatti, diffondere un messaggio forte e univoco, che abbia come fine la riaffermazione del ruolo decisivo dell’elettore, altrimenti ci ritroveremmo nella classica situazione gattopardesca del tutto cambia per non cambiare nulla…