Anche Cuffaro ha diritto a riscattarsi

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A proposito della richiesta dei legali di Totò Cuffaro di scontare il resto della sua pena in affidamento alla Missione “Speranza e Carità” di Biagio Conte – prescindendo dall’orrendo motivo per cui adesso si trova rinchiuso a Rebibbia – bisogna sottolineare il rispetto dell’ex governatore siciliano verso la magistratura.

Cuffaro, infatti, accettò quasi tre anni la sentenza con dignità, consegnandosi lui stesso alle forze dell’ordine, mettendosi da parte. Avrebbe potuto – considerato che ha scritto anche un libro – alzare la voce, prendersela con chissà quanta gente, ecc.

Invece, ha preferito optare per il silenzio. Se è davvero pentito di avere aiutato la mafia o meno, è un problema che riguarda solo la sua coscienza.

Il suo conto con la giustizia, infatti, lo sta pagando.

E ora chiede legittimamente di continuare ad espiare la sua pena accanto ai poveri e agli emarginati della città.

Se ci sono i presupposti, sarei contento che Cuffaro fosse affidato a Biagio Conte, uno degli eroi silenti di Palermo. Perché ogni uomo merita di riscattarsi, finanche chi ha teso la mano a chi l’ha avuta sporca di sangue.

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Nato a Palermo il 22 gennaio del 1980 sono cresciuto in un quartiere di periferia di questa meravigliosa città: Tommaso Natale. Proprio qui matureranno le prime scelte d’impegno sociale e politico che oggi continuano ad animare il mio impegno a servizio della comunità. [an error occurred while processing the directive]
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