Panorama

A Palermo l’estate non finisce a settembre

Eccoci al 5 novembre. E solo oggi possiamo dire di stare vivendo una giornata autunnale. Vento fresco, nuvole che “minacciano” pioggia, palermitani non più in maniche corte.

«Era ora», direte in tanti. Eppure, pensandoci bene, questo clima ormai consolidato da alcuni anni ha in sé una risorsa che meriterebbe di essere promossa come merita: il turismo.

Sì, perché a Palermo – e in Sicilia, in generale – l’estate non finisce a settembre. Ma dura molto ma molto di più.

Questo dovrebbe far riflettere non solo i tour operator ma l’amministrazione comunale e il governo regionale. Perché le politiche sul turismo dovrebbero essere più accentuate ed estese anche in quei mesi che, solo sulla carta, sono ritenuti di second’ordine rispetto al periodo che va da maggio alle prime settimane di settembre.

Il turismo, infatti – e non mi stancherò mai di ripeterlo – rappresenta la chiave di svolta dell’economia cittadina. Se ci concentrassimo su come valorizzarlo – e su come incentivare l’indotto – sono convinto che i benefici si estenderebbero a tutti.

Perché il turista muove un mercato molto generalizzato: ristoranti, pub, discoteche, negozi, alberghi e bed & breakfast, attività culturali pubbliche e private, trasporti, ecc.

Insomma, la Sicilia ha un tesoro inestimabile, che si conosce fin dalla notte dei tempi, ma ancora si tarda ad aprire il baule in cui si trova conservato.

Foto di Giuseppe Romano