Controllori in borghese sugli autobus? Con la repressione non si arriva da nessuna parte

A proposito della decisione di permettere ai controllori di essere “in borghese” a bordo degli autobus per multare a sorpresa chi non è in possesso del biglietto, mi lascia perplesso.

Innanzitutto, perché non è con la repressione che si cambiano le cattive abitudini dei cittadini, in quanto porta all’imbarbarimento culturale che il nostro sindaco sostiene di volere estirpare.

Occorre, invece, avviare percorsi civici per riportare la normalità in città.

Tra l’altro, come raccontato in questo post del 16 settembre scorso, ho già fatto alcune proposte all’amministrazione: abbassare il costo del biglietto – invece lo hanno aumentato; rimpiazzare i bigliettai per riportare i passeggeri ai propri doveri – ma l’amministrazione ci propina degli 007 in missione segreta.

Non è questo il modo giusto per tendere la mano al cittadino e ricucire il rapporto tra Palermo e l’amministrazione.

Ecco perché ho deciso d’inviare questa nota al sindaco, chiedendo di fare un passo indietro e di aprire alle mie proposte per una nuova cultura del dovere.