Leoluca Orlando

Palermo ha bisogno del suo sindaco (e viceversa)

Di seguito una lettera che ho inviato al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando:

Spett. Sindaco,

sono uno dei centoventotto consiglieri di Circoscrizione che hanno deciso di impegnarsi in prima persona per contribuire al cambiamento cittadino.

Sono uno dei centoventotto consiglieri di Circoscrizione che, nell’assemblea di Sala delle Lapidi, presero la parola per portare alla sua attenzione il grido di sofferenza della nostra amata Palermo.

Sono quello che le invia periodicamente le proprie proposte, pensando che la nostra Palermo possa uscire dall’oblio solamente con il contributo di tutti.

Sono uno di quelli che è convinto che, per poter cambiare la nostra Palermo, sia necessario razionalizzare le spese, ma ancor di più sono convinto che sia necessario smettere di guardare il cittadino come un nemico da contrastare ed abbattere, in fondo oltre che il sindaco della nostra Palermo, lei è anche un cittadino, anche lei ama Palermo.

Per questo le chiedo di rivedere alcune scelte fatte dall’amministrazione comunale che oggi suonano come forti voci stonate in un contesto cittadino che ha bisogno di ritrovare fiducia nelle istituzioni, ma sopratutto nei confronti dei giovani palermitani che oggi scappano via dalla nostra città.

Qualche settimana fa i media pubblicavano la folle notizia di una spesa di alcuni milioni di euro per l’acquisto e l’installazione dei sistemi di video sorveglianza delle corsie preferenziali, e della sorveglianza delle discariche abusive.

La prego di smentire questa notizia perché, qualora fosse vera, rappresenterebbe l’ennesima follia di una Palermo che piuttosto che guardare alle vere necessità cittadine, pensa soltanto a spese futili ed a progetti fallimentari che la nostra città non può più permettersi.

La video sorveglianza è già fallita per le discariche abusive, ma è anche fallita per la sorveglianza dei sottopassaggi, pertanto pensare di spendere quelle cifre solamente per garantire alle autorità di percorrere in piena libertà le corsie preferenziali è davvero troppo.

Anche l’attenzione verso gli ultimi ed i più deboli nella nostra Palermo sembra essere fortemente in calo: il consiglio comunale decide di eliminare, per i disabili, la possibilità di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu, ma non lo impedisce a se stesso, mostrando il volto di una casta che non guarda più le necessità cittadine.

L’Amat che dovrebbe garantire il servizio pubblico, continua ad aumentare il costo del biglietto, ma il servizio è ben lontano dagli standard di normalità che si addicono ad un città come la nostra Palermo: il turismo è in forte calo e la nostra città non riesce più a mostrare la sua naturale bellezza che dovrebbe farla riprendere come capitale del Mediterraneo.

La sicurezza in città è ormai un’utopia, il traffico è insostenibile e le grandi opere, come il raddoppio e l’interramento del binario ferroviario, mettono spesso in ginocchio l’economia dei quartieri di periferia, così come accaduto nella borgata di Tommaso Natale isolata per un anno intero.

Ma non ho deciso di scriverle per elencare i problemi della nostra città che lei conosce bene e per i quali nessuna colpa le può essere addebitata. Ho deciso di scriverle per ribadirle che Palermo ha bisogno del suo Sindaco così come il Sindaco ha bisogno di Palermo.

Se davvero l’obiettivo della sua amministrazione è condurre la nostra Palermo fuori da questo oblio, non può non collaborare con tutte le forze positive della città, e non può non condividere progettualità e programmazione con chi ha deciso di dedicare il proprio tempo al servizio della città.

Le circoscrizioni continuano ad essere la prima interfaccia tra amministrazione e cittadinanza, e hanno bisogno di conquistare quella credibilità e quella indipendenza economica che possa permetterle di intervenire in modo celere ed efficiente alle piccole grandi difficoltà cittadine.

Ma sono le forze produttive della città che hanno bisogno del proprio sindaco, un sindaco che non impone, ma condivide le scelte che li coinvolgono direttamente, perché non basta chiudere una strada per realizzare un’isola pedonale che da grande opportunità si trasforma in una vera e propria battaglia tra chi è a favore e chi contro.

Sono convinto che le isole pedonali siano grandi opportunità se alla chiusura di un’ampia zona della città corrispondano servizi ed eventi che valorizzino la zona stessa.

Non serve rimodulare il servizio dei trasporti pubblici, senza guardare le reali necessità della città e dei cittadini, ma soprattutto senza coinvolgere le circoscrizioni che vivono le reali necessità della collettività: il servizio pubblico deve avere al centro il cittadino, in particolare il cittadino più debole, i bilanci spesso risanati con le tasse dei Palermitani, non posso avere priorità sulle reali necessità della collettività.

Per realizzare un serio progetto di raccolta differenziata, non basta imporla nelle zone delle città, è necessario coinvolgere i veri protagonisti di tale progetto – i cittadini – e mostrare non solo la necessità di differenziare, ma la convenienza di tale operazione, premiando i palermitani più virtuosi.

Caro sindaco, lei ha spesso parlato di un “imbarbarimento culturale” della nostra Palermo, ma non è con la repressione che i processi culturali possono vedere la luce.

La ruota della legalità deve sempre camminare in piena sincronia con la ruota della cultura, altrimenti la nostra Palermo non potrà mai riuscire a risollevarsi ed a recuperare il proprio splendore.

Sono semplicemente un consigliere di circoscrizione, uno dei centoventotto, ma sono uno di quelli che ama la propria città, ed alle sterili polemiche vuole sostituire il dialogo ed il confronto, perché pienamente convinto che per ricostruire Palermo, non serve solamente un Sindaco, e nemmeno un’amministrazione pronta alla repressione. Le uniche vere armi per la rivoluzione culturale della nostra Palermo sono l’amore e la speranza.

È necessario che ogni cittadino riscopra l’amore per la propria città ed al tempo stesso riesca semplicemente ad intravedere un piccola speranza per un futuro migliore, affinché ogni giovane palermitano possa riconquistare il diritto di scegliere Palermo per il proprio futuro.