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Cassazione vieta vendita di frutta in strada, pericolo per i mercati storici di Palermo?

C’è un pericolo, di cui si parla poco, che bisogna assolutamente attenzionare, per evitare un nuovo trauma per il commercio cittadino. La Cassazione, infatti, ha sentenziato, a proposito di un processo contro un venditore di Nola, che è «vietato vendere frutta per strada». Qui la notizia pubblicata su Palermo Today.

Facile comprendere la “pericolosità” di questa sentenza per i commercianti palermitani e per i mercato storici e rionali del capoluogo siciliano.

Ora, se da una parte è comprensibile la motivazione della decisione della Cassazione, in quanto i prodotti oggetto della sentenza erano in cattivo stato di conservazione, è anche vero che non sarà semplicemente il divieto di vendere i prodotti in strada che garantirà la corretta conservazione.

Oltretutto la nostra Palermo ha una lunga di tradizione di venditori che commerciano da secoli i propri prodotti occupando il suolo pubblico e garantendo al contempo una corretta conservazione dei cibi, nonché un’ottima qualità degli stessi.

E non oso immaginare cosa potrebbero diventare i mercati popolari, qualora venisse impedita la vendita di frutta e verdura per strada.

Ritengo, pertanto, che le norme devono sicuramente garantire la sicurezza dei cittadini ma il legislatore deve sempre avere un occhio attento alla cultura e alla tradizione dei territori.

Bisogna punire – e anche severamente – chi non rispetta le regole e mette a rischio la salute dei cittadini. Al contempo, però, bisogna salvaguardare chi rispetta le norme e al contempo fa parte della storia culturale della propria città.