Basta con la prostituzione sulle strade, riapriamo le “case chiuse”

Affronto oggi un tema molto rovente: la prostituzione a Palermo.

Sì, è complicato ma è anche vero che tutte le sere – ma anche di giorno in alcune zone della città – assistiamo lungo le strade del capoluogo siciliano a spettacoli indecorosi di donne e uomini che sui marciapiedi mettono in vendita il proprio corpo.

Siamo davvero sicuri che vogliamo che questo spettacolo continui?

Siamo davvero sicuri che vogliamo ancora chiudere gli occhi sul “mestiere più antico del mondo”?

Siamo davvero sicuri che preferiamo lasciare sui marciapiedi uomini e donne, in balia di chiunque voglia far loro del male?

Siamo sempre convinti che la lotta alla prostituzione sia solamente il mantenimento della legge Merlin?

Oppure è arrivato il momento in cui dobbiamo aprire gli occhi ed affrontare il tema in un’ottica completamente diversa.

Magari, riaprendo le case di tolleranza al fine di garantire sicurezza nelle strade e maggiori controlli sanitari: potremmo anche attivare una più seria e proficua lotta al commercio clandestino delle straniere che vengono sbattute sulle strade.

Io rispetto il corpo umano: sono cattolico e contro la prostituzione, ma al contempo ritengo che i problemi vadano affrontati in modo seri. Il tempo in cui bastava nascondersi dietro ad un dito, facendo finta di nulla, è finito.

Forse oggi è più tollerante e umano riaprire le case di tolleranza, piuttosto che restare chiusi nelle logiche dell’ipocrisia e mantenere lungo le nostre strade un vergognoso commercio del corpo umano che non solo non rispetta uomini e donne ma mortifica l’esistenza stessa di coloro che su quei marciapiedi vengono giornalmente sfruttati ed umiliati come essere umani.