Consiglio alla VII Circoscrizione, vi spiego com’è andata…

A volte capita che ci si trovi a votare contro un atto apparentemente utile alla collettività, ma in realtà totalmente inutile. Motivo per cui l’opposizione, divenuta oggi maggioranza d’aula, decide di respingerlo.

Per fare maggiore chiarezza, vi spiego come si sono svolti oggi i lavori presso il Consiglio della VII Circoscrizione. Dopo una serie di incontri della conferenza dei capigruppo, il Presidente Pietro Gottuso ha provveduto a stilare una mozione con un elenco di interventi da realizzare nei territori. Giunta in aula la trattazione di tale atto, noi del PD abbiamo sottolineato la necessità di integrare l’elenco con ulteriori interventi. Ed in tal senso il nostro capogruppo si è attivato, ottenendo garanzie dal Presidente sulla possibilità durante la discussione (ndr quindi nei lavori di questi due giorni) di presentare degli emendamenti che permettessero di aggiungere quanto da noi sollecitato.

Ma – come sempre – “nella buona fede sta l’inganno”, tipico di chi vive la politica non per interesse della collettività ma per tutela di interessi particolari. Approfondendo, infatti, le richieste oggetto di tale mozione era chiaro che l’elenco oggetto della discussione, tendeva a privilegiare un quartiere piuttosto che un altro.

Pertanto in un ottica di un riequilibrio degli interventi da realizzare, i gruppi politici PD, Fare Città e Gruppo Misto hanno chiesto la possibilità di inserire ulteriori segnalazioni (ndr arriveranno al tavolo della Presidenza circa 30 nuovi interventi). A tal proposito è nata un’accesa discussione d’aula che porterà i consiglieri di Forza Italia, non ancora soddisfatti dalle numerose segnalazioni inserite, a pretendere ed imporre con la forza d’aula che ogni gruppo presentasse un solo intervento da inserire. Così facendo, però, avremmo dovuto ritirare le circa 30 richieste e ridurle soltanto a tre, una per ciascun gruppo.

Non condividendo tale tesi, insieme ai colleghi di Fare Città e Gruppo Misto abbiamo deciso di abbandonare l’aula, facendo così mancare il numero legale ed impedendo che si potesse consumare tale “follia”, ma sperando di poter portare alla ragione gli stessi, così da condividere le necessità dei cittadini.

Oggi, alla riapertura dei lavori, l’atmosfera era ancor più incandescente. Il gruppo del presidente (ndr Forza Italia) continuava su posizioni rigide, senza concedere nessuna apertura, se non la solita proposta, un solo emendamento (ndr quindi un solo intervento da realizzare) a gruppo consiliare.

Abbiamo così deciso di ritirare quell’unico emendamento presentato e di esprimere forte contrarietà ai metodi dittatoriali utilizzati, con la conseguenza che l’aula ha deciso di votare in modo contrario, bocciando l’atto nella sua interezza.

Gesto che non si è posto come elemento di censura nei confronti di interventi per la cittadinanza. Lo dimostra il fatto che subito dopo la seduta con altri colleghi consiglieri, abbiamo deciso di firmare congiuntamente una nota diretta al presidente, con la quale sollecitiamo lo stesso ad accogliere due richieste di intervento per singolo consigliere (essendo in 16, si tratterebbe di 32 interventi per il territorio della circoscrizione, ma sopratutto equamente distribuiti nelle borgate). Richiesta che ripeteremo ogni mese al fine di poter condividere battaglie per tutto il territorio della circoscrizione.

Il tutto senza alcuna polemica e senza voler prevaricare i colleghi che hanno un orientamento diverso dal nostro. Sarebbe stato infatti un grave errore deliberare un atto che porti al suo interno degli atti già decretati che impegnavano il presidente ad attivarsi presso gli organi competenti affinché tali interventi venissero realizzati. In pratica, approvando questo documento, avremmo deliberato di impegnare il presidente ad attivarsi per la realizzazione di interventi per i quali il consiglio lo aveva già impegnato.

Nessuno di noi si è oggi permesso di sottolineare un’incapacità manifesta da parte di questa presidenza, per la mancata realizzazione degli interventi già deliberati. Nessuno ha chiesto di prendere atto del fallimento dell’operato di Forza Italia che sostiene il Presidente e di trarne le dovute conseguenze. Muovendoci invece con responsabilità ed in direzione totalmente opposta, con la nostra nota intendiamo aprire un dialogo per l’interesse della collettività, e ci auguriamo che questo gesto venga accolto anche dal gruppo di Forza Italia affinché lo stesso non si chiuda a riccio su posizioni sterili e condivida i lavori d’aula nell’interesse dei più.

Occuparci dei territori è il nostro dovere primario. Non possiamo esimerci dall’accogliere le istanze dei cittadini, ed al contempo non possiamo pensare né che esistano borgate di serie A e borgate di serie B, né che possano esistere dei cittadini con più diritti di altri. La buona politica parte dai territori e noi dobbiamo esserne protagonisti.