Rifiuti, il problema non si risolve parlando di civili e incivili

Sì, caro Sindaco, credo che bisogna lavorare con tutti i Palermitani.

La questione drammatica dei rifiuti non può essere semplicemente relegata all’incivile che sporca, come ha lasciato intendere su Twitter; se così fosse, basterebbe una task force che punisce gli incivili e il problema sarebbe risolto.

Il problema legato ai rifiuti è un molto più ampio che, come le ho scritto qui, va affrontato con serietà, coinvolgendo tutte le parti sociali in causa.

L’amministrazione, la RAP, le circoscrizioni e i cittadini tutti devono trovare la forza di unirsi contro questo dramma per risolverlo definitivamente.

Se Paesi come la Germania – ma non solo – hanno fatto sì che i rifiuti diventassero ricchezza, perché non prendiamo da loro un chiaro esempio di buona amministrazione?

Nel Consiglio della VII Circoscrizione abbiamo espresso parere sul regolamento per la tassa sui rifiuti e in quella occasione mi sono fatto promotore di una proposta che prevedeva di estendere le agevolazioni sui rifiuti – in particolare per chi differenzia – all’intera tariffa e non soltanto alla parte variabile, che è l’importo più basso della tassa.

Inoltre, se vogliamo davvero lavorare sulla differenziata, dovremmo forse immaginare un’isola ecologica in ogni quartiere e magari fare sì che ai cittadini tutti (senza distinzione di civiltà) convenga conferire i rifiuti nelle isole ecologiche.

Dobbiamo riuscire a dire al cittadino che differenziare conviene e fa risparmiare.

In molti Paesi si sono spinti ben oltre la semplice convenienza del differenziare: attraverso appositi distributori in cui vengono conferiti i rifiuti, i cittadini vengono rimborsati con denaro.

In altri a chi differenzia, in base alla quantità di rifiuti, vengono concessi dei crediti da spendere in negozi convenzionati per gli acquisti.

La munnizza può essere ricchezza per tutti: bisogna soltanto organizzarsi affinché ciò avvenga.

Inoltre, proprio da Lei ho imparato che il governo del buon padre di famiglia prevede percorsi culturali che permettano alla città tutta di svilupparsi.

Un comportamento culturalmente sbagliato difficilmente sarà corretto dalla sola repressione: bisogna innescare una dialogo costruttivo di crescita culturale che permetta alla città tutta di riscoprire l’amore per Palermo e, al contempo, riscopra la bellezza del vivere sano nel rispetto delle regole.

Ricordiamoci che la nostra città viene da dieci anni di imbarbarimento culturale, dove ha governato la cultura del più furbo.

Contro quel sistema abbiamo combattuto, ognuno per la sua parte, fino a riuscire a spiegare ai Palermitani che un’altra storia era possibile. I cittadini hanno compreso il messaggio, cancellando il centrodestra dal panorama politico cittadino e a noi, anche se da posizioni politiche diverse, spetta il dovere di dimostrare che un’altra Palermo è possibile e va costruita con ognuno di loro.

Quindi, caro Sindaco, oggi non credo sia giusto parlare di civili e/o incivili. Oggi bisogna parlare di Palermo e di come la nostra città va portata fuori da questo momento di crisi profonda in tutti i settori.

Pertanto, le rinnovo il mio invito a stringere un patto con la città, perché sono convinto che nessun uomo solo al comando potrà mai essere il sale della terra.