Scuola

Scuola Leonardo Sciascia abbandonata dallo Stato: facciamo qualcosa?

Caro Sindaco,

ieri, martedì 4 novembre, grazie all’invito del mio amico e collega di circoscrizione Gianni Dragna ho partecipato ad un’assemblea dei genitori della scuola Leonardo Sciascia nel quartiere san Filippo Neri (ex-zen).

Mi sono recato all’incontro con molta energia in corpo e con la grande voglia di sostenere i genitori, vittime di un sistema che impediva ai loro figli di accedere ad un diritto fondamentale: l’istruzione.

Eravamo lì, io e il consigliere Dragna, per pretendere dalla massima istituzione di quell’istituto, il Preside, che la scuola ritornasse alla normalità; eravamo pronti a battere i pugni sul tavolo, perché era impensabile che in quella scuola la sporcizia la facesse da padrona; che negli spazi esterni ci fossero i topi; che trovare la carta igienica nei bagni fosse un miraggio. Direi quasi che lì, alla Leonardo Sciascia, a mancare era la Scuola.

Stavamo percorrendo i corridoi, avviandoci verso l’aula dell’assemblea, e sentivamo le voci dei genitori che non pretendevano altro che la normalità; non pretendevano altro che la possibilità per un’alunna disabile di poter accedere al bagno in sicurezza; non chiedevano altro che avere un pizzico di normalità per i propri figli.

Genitori pronti a sbracciarsi per pulire la scuola da cima a fondo, ad effettuare la derattizzazione, a comprare i detervisi per pulire la scuola, a sostituirsi allo Stato.

Genitori pienamente disponibili a fare più del loro dovere, operando con la forza della loro voglia di riscatto per riportare la scuola ad una situazione di normalità.

Sentendo tutto ciò, io e Gianni siamo entrati in quell’aula per guardare negli occhi il preside e i collaboratori che impedivano tutto ciò; coloro che fermavano questa voglia di riscatto delle famiglie del quartiere.

Entrati in quell’aula, l’accoglienza è stata molto calorosa; siamo stati nvitati al tavolo della presidenza e ringraziati per la nostra presenza. Ci è stato detto che finalmente qualcuno dalle istituzioni era lì per ascoltare tutti, i genitori, gli alunni, ma ancor di più per ascoltare quella scuola in enorme sofferenza.

Lì, in quell’assemblea, oltre alla rabbia dei genitori, c’era lo sconforto degli operatori della scuola abbandonati a se stessi; lì c’era un preside che, per garantire il funzionamento del bagno dei disabili, aveva comprato a proprie spese un flessibile per sistemare il lavandino; c’era un direttore d’istituto che cercava di spiegare le enormi difficoltà che stava vivendo la scuola, un uomo con gli occhi sinceri, dal quale traspariva profondo amore per il suo ruolo e per gli alunni di quella scuola.

C’era un Preside che non faceva altro che ribadire che inviava note alle autorità preposte agli interventi, ma nessuno gli dava risposta.

In quel giorno, in quella scuola, c’era la sconfitta delle istituzioni, in un quartiere dove le istituzioni non possono permettersi di essere sconfitte e nemmeno si può pensare di lasciare soli i propri cittadini.

In quel pomeriggio all’istituto Sciascia non c’era una battaglia tra genitori e corpo docente, non c’era una lotta tra buoni e cattivi, c’erano due realtà che avevano come unico obiettivo quello di occuparsi della scuola e di farlo con tutti gli strumenti a loro disposizione; erano lì pronti a sostituirsi alle istituzioni al punto da dare il via ad una raccolta fondi per permettere il posizionamento di trappole per i topi e per sopperire a tutte le necessità della scuola.

A noi consiglieri, presenti in questa assemblea, è stato chiesto semplicemente di non lasciarli soli; a noi consiglieri di circoscrizione veniva chiesto di cercare di capire perché nessuno rispondesse agli appelli del Preside.

A noi veniva chiesto di contribuire a riportare un pizzico di normalità in quell’istituto.

Caro sindaco, i cittadini del quartiere san Filippo Neri non chiedono una scuola perfetta, chiedono semplicemente una scuola normale e noi istituzione politica non possiamo sottrarci a tale nostro dovere.

La invito pertanto ad un incontro congiunto con me e con il consigliere Dragna al fine di verificare le reali necessità dell’istituto, ma soprattutto la invito ad incontrare con noi i genitori degli alunni, affinché anche lei possa vedere in quegli sguardi ciò che io ho visto, volti puliti di uomini e donne del quartiere che vogliono soltanto che i propri figli possano avere gli stessi diritti degli alunni della “Palermo bene”.

Perché nella nostra Palermo non possiamo permettere che esistano quartieri di serie A e quartieri di Serie B, che esistano scuole degne di tale nome ed altre che vivono momenti di grande sconforto.

Fiducioso di un suo celere intervento le porgo distinti saluti.