La Palazzina Cinese in preda al degrado… sindaco dove sei?

Ai grandi progetti dei super tecnici, sostituiremo la semplice quotidianità“.

Proprio questa frase era contenuta in uno dei post pubblicati poco dopo la mia elezione a Consigliere di Circoscrizione, perché ho sempre creduto che gli unici veri “progetti” per la città siano soltanto quelli condivisi con i cittadini.

E oggi c’è un chiaro esempio di grande progetto con scarsissima attenzione verso la cittadinanza tutta.

Gli spazi adiacenti alla Palazzina Cinese sono ormai chiusi da diversi mesi, creando non pochi disagi agli automobilisti e ai residenti che utilizzavano quel percorso come valvola di sfogo per evitare l’intasamento di via Duca degli Abruzzi.

Ma un grande progetto che vede l’amministrazione comunale impegnata nella realizzazione del giardino delle fontane è la causa di una situazione non soltanto di disagio ma anche di grande degrado.

Proprio lunedì, in compagnia di altri due consiglieri di circoscrizione (Barricelli del PD e Fiore del gruppo Fare Città) ho deciso di effettuare un sopralluogo negli spazi sopra citati e successivamente ho chiesto un incontro urgente al sindaco Leoluca Orlando.

Lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi è stato molto deprimente e del grande progetto sbandierato c’era ben poco.

La Palazzina Cinese era chiusa, il giardino circostante era inaccessibile, il cancello che una volta permetteva il passaggio alle auto era anch’esso chiuso e intorno c’era soltanto il deserto, non una mamma, non un bimbo, ma soltanto dei strani tipi che si aggiravano con fare sospetto tra le aiuole del giardino (e non erano impiegati del comune).

Con i colleghi abbiamo deciso di percorrere tutto le zone dell’area chiusa; così ci siamo accorti che in questa area pedonale è possibile accedere con le moto, in quanto i passaggi pedonali sono stati creati con dei varchi troppo grandi. In particolare, il cancello sul lato di Villa Niscemi è chiuso soltanto da due grosse piante e le moto, comunque, entrano in tale area creando situazioni di pericolo non indifferenti.

Continuando la nostra passeggiata, ci siamo avvicinati al cancello (sempre chiuso) che immetteva le auto nei pressi del vivaio comunale e lì, come da consuetudine, c’era una prostituta… 

Al di là dell’ovvia domanda se tale presenza fosse compatibile con un progetto che vede protagoniste le famiglie, continuiamo ad addentrarci nei viali e lì lo spettacolo era davvero degradante… lascio a voi immaginare prostitute e clienti cosa abbiano lasciato in quei viali ed ecco che il quesito torna nelle nostre menti:

“Questo indecente spettacolo cos’ha a che fare con un progetto di giardino delle Fontane che vede anche le famiglie protagoniste dei luoghi?”