Palazzo delle Aquile

Bomb Jammer, Di Matteo e Cuffaro: come si fa a essere così approssimativi?

«Il Bomb Jammer? Non so nemmeno cosa è…». Parola di Salvatore Orlando, presidente del consiglio comunale di Palermo.

Certo, un politico non deve sapere tutto ma quanto emerso da un servizio pubblicato su L’Ora Quotidiano dimostra eccessive superficialità e carenza di contenuti da parte di non pochi consiglieri comunali, soprattutto in relazione alla criminalità organizzata.

Il Bomb Jammer, infatti, è il dispositivo che neutralizza gli ordigni radiocomandati a distanza e da tempo ormai in molti si sono attivati per metterlo al servizio della sicurezza del PM Nino Di Matteo. Al momento, però, solo parole.

Ma, come si nota dal video, quando si parla di “bomb jammer”, ci sono consiglieri che non sanno proprio cosa dire, a cominciare dal presidente Orlando.

E la domanda sorge spontanea: ma li leggono i giornali, s’informano?

Orlando, per di più, ha affermato: “Già abbiamo i nostri guai, ci manca Di Matteo col bomb jammer“.

Leggerezza intollerabile. Come se le minacce contro il magistrato e le indiscrezioni che leggiamo spesso sui giornali in relazione ad attentati con esplosivo in preparazione per ucciderlo, non fossero una questione palermitana. Così, tra l’altro, si corre il rischio dell’isolazionismo delle Istituzioni, lo stesso che ha offerto alla mafia campo aperto quando uccise Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1992.

Stendiamo un velo pietoso, inoltre, su giudizi quale “un grande politico” in relazione a Totò Cuffaro, ex governatore della Sicilia e in carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Lo ha detto il consigliere Giuseppe Federico di Forza Italia e lo pensano – ne sono certo – in tanti.

Sostenere apertamente questi pensieri, soprattutto se provenienti da chi dovrebbe rappresentare i palermitano a Palazzo delle Aquile, sono delle vere e proprie pugnalate al cuore della legalità e della memoria.

Perché Cuffaro, al di là del proprio pentimento, ha pur sempre governato la Sicilia con il condizionamento della mafia (e questo è un dato di fatto).

A che servono i 23 maggio e i 19 luglio ogni anno se in seno alle Istituzioni si glorifica Cuffaro?