Per Trenitalia non esiste la Sicilia, Crocetta si imponga sullo Stato

Sicilia e Sardegna tagliate dal resto d’Italia. Stavolta “Rea” di questa grave mancanza nei confronti dell’Isola è Trenitalia. Come spiega Giosuè Malaponti, del Comitato pendolari, su Blogsicilia, “da diversi mesi – dice – entrando nel portale, accedendo alla ricerca rapida si vede apparire la schermata di un’Italia mutilata dove mancano Sicilia e Sardegna. Quale può essere la chiave di lettura per un utente che apre tale ricerca? Forse l’Italia ferroviaria finisce a Reggio Calabria? E’ il segno da cogliere per i siciliani della fine della continuità territoriale?”.

Ebbene sì, ancora una volta la nostra viene considerata una regione di serie B, e questo ne è un segno tangibile. Da siciliano sognerei un’Amministrazione regionale e un Presidente capace di imporsi sullo Stato e di pretendere per la nostra terra un ruolo di prim’ordine. Oggi, però, tra sprechi con nuovi uffici a villa Igea e continui litigi tutti interni alla giunta, credo che la nostra Sicilia stia attraversando uno dei momenti più neri della sua storia.

La beffa che si va ad aggiungere al danno. Il Ministero delle Infrastrutture starebbe infatti rimodulando i costi per il traghettamento sullo Stretto, che – come riporta sempre Blogsicilia – “rischiano di essere scaricati sul conto economico regionale di Trenitalia che dovrà farsi carico, oltre dei 62 lavoratori della navigazione da ricollocare in servizi a terra, anche di sei treni regionali veloci Palermo-Messina-Siracusa, in sostituzione degli attuali treni a lunga percorrenza”.

Questo possibile taglio non è altro che il simbolo di un classe politica debole, incapace di tutelare i diritti del nostro territorio. Si attende, intanto, il 25 febbraio l’incontro in Quarta Commissione, all’Ars, per ridefinire la “vita” dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia. Crocetta ha anche chiesto di incontrato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Mi auguro che entrambi i due incontri possano costituire un momento positivo per il futuro del trasporto nell’Isola e non siano l’ennesimo buco nell’acqua a svantaggio del territorio, a cui siamo abituati ormai da troppo tempo.