La mia lettera al presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando

Caro presidente,

oggi il Consiglio da lei presieduto ha una grossa responsabilità nei confronti della nostra Palermo, e in un momento di crisi come quella attuale è dovere di ogni singolo consigliere comunale contribuire a evitare gli sprechi di denaro pubblico, ma soprattutto di ogni attore della politica mostrare umiltà, semplicità e spirito di servizio.

Nei giorni scorsi i media hanno dato notizia alla cittadinanza di un potenziale scandalo a Palazzo delle Aquile. In particolare nell’articolo in questione si pone l’attenzione sulle commissioni consiliari che si riunivano il sabato mattina, con un aggravio di spese per l’amministrazione (dallo straordinario per i dipendenti comunali al gettone di presenza per i consiglieri convocati ed i conseguenti rimborsi ai datori di lavoro). Premettendo che nessuna illegalità è stata compiuta, mi interrogo sull’opportunità di tali commissioni consiliari.

Inoltre mi chiedo il perché l’interruzione di tale cattiva abitudine non sia maturata all’interno del Consiglio stesso, perché Lei nella sua funzione di presidente del Consiglio comunale non abbia nemmeno per un attimo pensato di consigliare ai suoi colleghi di evitare tali commissioni, ma ancor di più perché ancora una volta la politica è stata sconfitta dal buon senso dei burocrati. Tale articolo precisa infatti che soltanto dopo l’intervento del segretario generale, le convocazioni del sabato mattina sono state interrotte.

Caro Presidente, noi cittadini che rivestiamo un ruolo politico (io sono consigliere alla VII circoscrizione), siamo dei privilegiati, e tale privilegio non può manifestarsi mancando di rispetto a migliaia di nostri concittadini che oggi non riescono nemmeno a immaginare un futuro migliore. Noi privilegiati abbiamo il dovere di mettere in campo tutte le nostre energie per cercare di offrire una prospettiva migliore. E sempre noi, dobbiamo ogni giorno avere al centro dei nostri pensieri le necessità della nostra città.

Non è più il tempo degli sprechi. Bisogna tenere ben a mente che i sacrifici che il Consiglio da lei presieduto ha chiesto ai palermitani (le tasse sono ai massimi storici e i relativi servizi sono invece ai minimi storici) devono essere ripagati in primis con il rispetto e la giusta misura di utilizzo del denaro pubblico – ricordandosi che quel denaro che voi amministrate è di tutti -. Dovete avere la capacità di sconfiggere quella cultura che pensa che ciò che è pubblico (anche il denaro) non è di nessuno, perché ritengo che la soglia di sopportazione dei cittadini sia giunta al limite, e non credo che la casta politica di Palazzo delle Aquile possa ancora permettersi di giocare con le necessità della città.

Nell’augurarle un buon lavoro, le chiedo di rendere pubblici nei prossimi giorni i verbali di tali commissioni consiliari riunitisi nei giorni di sabato, così da mostrare alla cittadinanza che quelle commissioni erano necessarie perché trattavano temi urgenti ed indifferibili. Sicuro di una sua risposta che saprà restituire la giusta immagine al Consiglio comunale tutto, le porgo distinti saluti.