Arrestati Dina, Clemente e Mineo: strada ancora troppo lunga

L’accusa è quella di “aver promesso o ricevuto denaro in cambio di voti”.

A finire ai domiciliari sono stati Nino Dina, eletto nelle file dell’Udc e presidente della commissione Bilancio del parlamento siciliano; Roberto Clemente, eletto alla Regione con Pid-Cantiere popolare e consigliere comunale e il deputato regionale Franco Mineo che si era candidato con Grande Sud ma senza raggiungere il numero necessario di voti. Insieme a loro anche Giuseppe Bevilacqua, altro esponente politico di Pid-Cantiere popolare.

Gli arresti di oggi dimostrano che la strada da percorrere per il perseguimento del bene comune è ancora lunga. Tra le persone finite ai domiciliari c’è anche chi negli anni passati è stato tra i politici più votati della nostra isola.

Se l’accusa viene confermata, questi soggetti non solo si sarebbero macchiati del reato a loro ascritto, ma bensì avrebbero tradito il popolo siciliano.