Arrestati Dina, Clemente e Mineo: strada ancora troppo lunga

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L’accusa è quella di “aver promesso o ricevuto denaro in cambio di voti”.

A finire ai domiciliari sono stati Nino Dina, eletto nelle file dell’Udc e presidente della commissione Bilancio del parlamento siciliano; Roberto Clemente, eletto alla Regione con Pid-Cantiere popolare e consigliere comunale e il deputato regionale Franco Mineo che si era candidato con Grande Sud ma senza raggiungere il numero necessario di voti. Insieme a loro anche Giuseppe Bevilacqua, altro esponente politico di Pid-Cantiere popolare.

Gli arresti di oggi dimostrano che la strada da percorrere per il perseguimento del bene comune è ancora lunga. Tra le persone finite ai domiciliari c’è anche chi negli anni passati è stato tra i politici più votati della nostra isola.

Se l’accusa viene confermata, questi soggetti non solo si sarebbero macchiati del reato a loro ascritto, ma bensì avrebbero tradito il popolo siciliano.

 

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Nato a Palermo il 22 gennaio del 1980 sono cresciuto in un quartiere di periferia di questa meravigliosa città: Tommaso Natale. Proprio qui matureranno le prime scelte d’impegno sociale e politico che oggi continuano ad animare il mio impegno a servizio della comunità. [an error occurred while processing the directive]
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