Reddito di Cittadinanza, sicuri che serva davvero?

Proposto dai grillini, ripensato in chiave renziana e condiviso dai berluscones, il reddito di cittadinanza sembra essere la soluzione a tutti i mali del nostro Paese ma ancor di più sembra quasi che con questa misura l’Italia possa nuovamente decollare.

Ma siamo davvero sicuri che questa ennesima spesa improduttiva possa risollevare le sorti dell’Italia?

Già lo scorso anno in 12 città del nostro Paese (tra queste Palermo) è stato concesso un forma di reddito di cittadinanza, la famosa “Social Card Bis”: quali esiti ha avuto questa sperimentazione? A quanti disoccupati è stata trovata una sistemazione lavorativa?

Purtroppo le statistiche dimostrano che la social card bis è stata un totale fallimento.

Chi è riuscito ad ottenere questo modesto obolo, tra qualche mese tornerà ai disagi preSocial Card Bis.

Proprio per questi motivi spesso mi interrogo sulla validità di tale misura: ritengo, inoltre, che bisognerebbe fare un piccolo sforzo in più, facendo sì che le eventuali risorse disponibili, per il fantomatico reddito di cittadinanza, possano essere utilizzate per rendere produttivi i disoccupati.

Io sono convinto che nessun disoccupato sia interessato ad un contributo fine a se stesso; sono convinto che ogni disoccupato sia molto più interessato a lavorare per guadagnarsi quanto dovuto, ad esempio tali fondi potrebbero essere utilizzati per permettere ai giovani disoccupati esperienze nazionali e/o internazionali che accrescano le loro professionalità, o magari tali fondi potrebbero essere concessi a quelle aziende che decidessero di investire in Italia e sui disoccupati Italiani.

Se davvero chi ci governa – e i politicanti (dai Grillini ai berluscones) che gli stanno intorno – vogliono contribuire alla rinascita del nostro Paese, devono creare spesa produttiva, altrimenti stiano fermi perché di danni ne hanno fatti già tanti.