Non ho condiviso la foto del bimbo morto, ecco perché

No, io non la condivido la foto di quel piccolo angelo esanime sulla spiaggia.

Non credo sia giusto cercare di suscitare sentimenti di rabbia e indignazione attraverso l’immagine dell’ennesima morte di un innocente.

I governi devono decidere di mettere la parola fine a questa enorme mattanza; devono capire che le democrazie non si esportano; devono sopratutto riscoprire la sacralità della vita umana.

Molti di voi su Facebook hanno provato dolore per quella foto; hanno anche lasciato commenti pesanti; molti altri avranno deciso di raccomandare al proprio Dio quella piccola anima innocente.

Ma quanti si sono davvero soffermati sul dramma che c’è dietro quella foto? Quanti tra quelli che si indignano hanno sempre ripetuto che i barconi andavano lasciati in mare?

Io continuo a ribadire che chi fugge dalla guerra e dalla miseria è un mio fratello e, in quanto tale, devo accoglierlo.

Nel 2015 non è possibile che a fare la differenza sia il paese di nascita.

Siamo cittadini del mondo. Questa terra è casa di tutti e per tutti deve esserci il posto per un futuro migliore.