Una città senza barriere e vivibile per tutti: ecco come sogno la Palermo del futuro

Pensare una città a misura dei più deboli, quindi una città a misura di bambino, a misura d’anziano e a misura di disabile, non può che essere una soluzione migliore per tutti.

Nell’immaginare la Palermo del futuro, non posso non fantasticare su un luogo che abbia abbattuto, soprattutto negli uffici pubblici, le barriere architettoniche che spesso impediscono ai disabili di poter accedere ai servizi essenziali del nostro Comune.

Tale abbattimento deve riguardare soprattutto i grandi progetti e in particolare i cantieri per le realizzazioni delle grandi opere.

Perché la Palermo che ho in mente, non interviene per le emergenze, ma si organizza in modo preventivo affinché i disagi per la cittadinanza siano ridotti al minimo. Penso, ad esempio, alle difficoltà che in questo periodo sta vivendo Roberta in via Sicilia.

La Palermo del futuro non deve chiedersi se in una determinata zona vive una persona diversamente abile o meno, deve immaginare che la viabilità anche pedonale debba sempre essere a misura di civiltà.

E una viabilità tale prevede che in quello spazio debba anche passare una mamma con un passeggino, un anziano con carrello della spesa e/o un disabile in carrozzina. Questa è la città che sogno e che spero di poter davvero vedere un giorno intorno a me.