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Cuffaro: ecco perché i siciliani hanno di lui un’immagine positiva

Dal giorno in cui Totò Cuffaro è uscito dal carcere, la politica siciliana si è divisa tra cuffariani e anti-cuffariani.

La stampa non fa altro che raccontare ogni singolo respiro dell’ex presidente della Regione e, al contempo, la politica non fa altro che esternare continui commenti pro e/o contro Cuffaro, ma nessuno si chiede il perché di tale “successo”.

Sembra quasi che la nostra terra abbia avuto soltanto tre ere: quella pre-cuffariana (era idilliaca di benessere siciliano), quella cuffariana (era di Mafia e di vergogna) e quella post-cuffariana (era anti-mafiosa composta da soggetti di dubbia morale).

Io invece ciò che mi chiedo è perché nella mente e nel cuore di tanti miei conterranei continua a sopravvivere il mito di “Totò u vasa vasa”. Con estrema sincerità, l’unica risposta che riesco a darmi risiede nell’incapacità e inefficienza dei suoi successori.

E per ultimo, del rivoluzionario “paladino dell’antimafia” Rosario Crocetta, un presidente che ha deluso tutte le aspettative del popolo siciliano, ma sopratutto che ha fatto sì che Cuffarò potesse tornare ad essere il Re di Sicilia.

Questo perché, se la legge – e anche le dichiarazioni dello stesso Cuffaro – impediranno a Totò di tornare alla guida dell’Isola, i siciliani riconoscono in lui un’immagine positiva di potere.

E anche per questo la nostra Terra dovrà ringraziare proprio Crocetta, il presidente della falsa rivoluzione.