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Rapina allo “Scaro”: “Facile condannare i cittadini, io mi vergogno della classe dirigente”

Assalto al mercato ortofrutticolo. Come riportato qui, quattro uomini travestiti da operai Gesip hanno preso di mira e derubato un commerciante, con una pistola in pugno. Per impedire l’arresto dei rapinatori, però, una folla di persone ha circondato la polizia.

Sul fatto che questo sia un gesto da condannare non vi è alcun dubbio, credo però che la riflessione da fare sia in realtà molto più profonda.

E’ facile, troppo facile, condannare città e cittadini. Nessuno di noi, però, credo che pensi che Palermo sia la città dei delinquenti e di chi non ama e rispetta la Giustizia.

Dovremmo, piuttosto, interrogarci su quale sia davvero la giustizia di cui parliamo. Le istituzioni diventano ogni giorno più forti nei confronti dei deboli e sempre più deboli nei confronti dei “forti”. La disoccupazione dilaga, il bisogno cresce e la delinquenza di conseguenza aumenta.

Io oggi condanno il gesto di quei cittadini che hanno provato a difendere i ladri, ma non mi vergogno di loro, mi vergogno di quella classe dirigente che ci ha condotto in un tale stato di degrado e a vivere nell’incertezza, spegnendo in molti nostri concittadini la speranza per un futuro migliore.

Per molti il futuro è incerto, per altri il futuro non esiste. Per delle piccole minoranze, invece, il futuro sarà roseo e questo non è accettabile.

La battaglia da condurre è essenzialmente politica, eliminando questa vecchia dirigenza. Ma anche culturale, mostrando ai nostri concittadini che un altra via esiste. La battaglia è anche sociale perché il futuro è nelle nostre mani e noi ne dobbiamo divenire protagonisti.

i falsi attori della politica continuano ad interrogarsi su quale sia la giusta strategia da seguire per assicurare un futuro alla nostra generazione. Io credo, invece, che dobbiamo essere noi a prendere in mano la situazione e a scommettere sul nostro futuro.