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Elezioni: hanno perso le città e ha vinto l’astensionismo

Ancora una volta, dopo una tornata elettorale, l’unico schieramento vincente è quello di coloro che hanno deciso di non decidere.

Tanti, troppi gli errori di una politica arrogante e onnipotente che dimentica di essere strumento di servizio per la collettività. Il cittadino stanco e deluso, così, o non vota o protesta (votando 5 Stelle).

Ancora una volta i partiti (di tutti gli schieramenti) hanno chiesto la fiducia ai cittadini soltanto sulla base della paura che un movimento di protesta potesse essere una sciagura, dimenticando che se molte città sono in ginocchio i colpevoli sono proprio i partiti.

Il rinnovamento deve partire dai territori, i candidati devono essere a fianco dei cittadini e vivere con loro il quotidiano. E’ necessario ritrovare il coraggio di lottare senza paura. E’ necessario stare accanto ai lavoratori in difficolta, ai pensionati che non arrivano a fine mese, agli imprenditori strozzati da una pressione fiscale enorme.

Nelle città non servono grandi proclami, ma semplicemente impegno serio e costante per il bene comune. Pensare che un candidato che copre una buca in campagna elettorale, crei consenso intorno a sé è pura follia.

Oggi hanno perso le città e ha vinto l’astensionismo. E se proprio vogliamo decretare un vincitore tra i protagonisti in campo questo è il Movimento 5 Stelle.

La politica ha deluso e l’antipolitica avanza. E se davvero i politologi improvvisati credono di poter dare un giudizio positivo, del PD, soltanto perché numericamente sono stati conquistati la maggioranza dei piccoli comuni, Vorrà dire che ancora una volta, davanti all’urlo di sofferenza della nostra democrazia, la politica piuttosto che intervenire, decide di girarsi dall’altra parte.