Ricordando Giuseppe D’Angelo: la mafia non è solo cosa nostra

Grazie all’associazione Libera oggi ho partecipato per la seconda volta a un incontro tenutosi con gli alunni delle scuole delle medie per parlare di Giuseppe D’Angelo, come familiare della vittima, insieme alla sorella Caterina e a mia mamma. Giuseppe, infatti, era un nostro cugino.

Già in passato vi ho raccontato la storia di questa vittima innocente e oggi ho avvertito una grande responsabilità verso quegli alunni che mi ascoltavano, perché a loro non abbiamo raccontato soltanto il folle gesto di cosa nostra ma, insieme a Libera, alla sorella Caterina e a mia madre, abbiamo cercato di trasmettere il bisogno di riscatto, la necessità di rinascita che deve crescere in modo sempre più forte nella nostra città.

È importante ricordare, è fondamentale spiegare che giustizia non è violenza, e che per arginare tale fenomeno bisogna parlare, confrontarsi e condannare sempre la cultura mafiosa.

Mafia non è soltanto cosa nostra.

Mafia è la burocrazia che, con dolo, ostacola chi cerca di compiere ogni giorno il proprio dovere.

Mafia sono quei colletti bianchi che cercano di curare soltanto i propri interessi e quelli di coloro che pagano per avere diritti che non spettano.

Mafia sono i corrotti e i corruttori.

Mafia è la cattiva politica che mortifica cittadini e istituzioni.

Mafia è il bullismo.

Mafia è una cultura deviata che mortifica e umilia la dignità di ogni cittadino.