Stop ai progetti folli, a Palermo c’è bisogno della mobilità ecosostenibile

Ritengo che sia necessario ricostruire, in modo condiviso, il sistema di mobilità cittadino, per cui è importante abbandonare i folli progetti che prevedono altri cantieri che potrebbero continuare a mettere in ginocchio l’economia palermitana, così come successo in via Amari e in viale Lazio.

Chi si prepara ad amministrare la nostra città deve aprirsi a nuove progettualità, che siano ecosostenibili, che non appesantiscano le casse dell’azienda dei trasporti, che migliorino le condizioni di lavoro degli operatori aziendali, e che mettano al centro il cittadino/passeggero.

Bisogna ripensare il servizio dei trasporti in città, tenendo bene a mente che questo è un servizio sociale che serve a tenere unita la città, pertanto non si può immaginare un servizio efficiente in centro e pessimo nelle periferie.

A proposito, poi, di mobilità ecosostenibile, già in passato evidenziai la lungimiranza di una piccola cittadina della Polonia, Lublin, che decise di investire su nuovi bus a pannelli solari.

Tali bus non soltanto abbattevano le emissioni di co2, ma permettevano anche all’azienda di recuperare l’investimento fatto per l’acquisto degli stessi.

Nel mondo si continua ad investire su questo genere di vetture, accade in Australia, in Francia e altrove.

Perché non a Palermo? Perché nella nostra città dobbiamo ancora immaginare cantieri, binari, tram e folli spese milionarie che non portano nulla di buono alla città?

In altre città d’Europa, al fine di abbattere le emissioni co2, hanno deciso, con buoni risultati di investire su giardini mobili, installati sui tetti dei bus, idea un po’ bizzarra, ma probabilmente con impatti ambientali molto positivi, se città come Madrid, con il progetto “muevete en verde“, e New York, con i bus roots, hanno pensato di investire su questo tipo di vetture per migliorare la vivibilità dell’aria.