Decentramento, trasformare le 8 Circoscrizioni in 8 piccoli Comuni

Trasformare gli 8 parlamentini di città in 8 piccoli comuni dovrebbe essere una scelta strategica per la prossima amministrazione.

Mettere in condizione le Circoscrizioni di poter intervenire nella vita quotidiana dei quartieri dovrebbe essere la priorità per un’amministrazione che vuole rendere ‘normale’ Palermo.

Perché oggi è importante parlare di normalità, perché ciò che serve a noi palermitani è il ripristino di quelli che sono i bisogni elementari della città.

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A Sinistra Comune, e perché non siete voi a sostenere Ferrandelli?

Ieri Sinistra Comune, in un comunicato inviato alla stampa, ha invitato le “forze di sinistra che appoggiano Ferrandelli” a riflettere sulle alleanze di quest’ultimo in vista delle elezioni amministrative, citando anche me.

Rispondendo, proprio per gli stessi motivi che ci invitano a sostenere Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, io li invito a sostenere Fabrizio Ferrandelli.

Abbiamo condiviso strade, piazze, battaglie con una visione di città che non fosse padronale ma frutto di dialogo.

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A Tantillo le Circoscrizioni non piacciono proprio… leggete cos’ha proposto

Non mi stupisce affatto che il consigliere comunale di Forza Italia, Giulio Tantillo, che lavora da 5 anni contro il decentramento e contro le circoscrizioni possa chiedere un ulteriore taglio, come si legge in quest’articolo pubblicato su LiveSicilia, dove ha suggerito che il numero dei consiglieri delle Circoscrizioni dovrebbe essere proporzionale al numero degli abitanti.

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Un siciliano su due è povero, ulteriore conferma dell’incapacità della politica dell’Isola

Pochi giorni prima di Natale la CISL, a Palermo, ha diffuso dati preoccupanti e terribili sulla situazione lavorativa in Sicilia.

In sintesi, il tasso di disoccupazione è del 21,9%, i giovani senza lavoro superano il 56%, un siciliano su due è povero, il PIL pro-capite in media è pari a 17mila euro.

Numeri che dimostrano che l’incapacità della politica siciliana non è solo una convinzione ma un fatto.

Un’incapacità che ci trasciniamo da troppo tempo e con cui siamo costretti a convivere, provocando un impatto devastante sul presente e sul futuro dell’Isola.

E la domanda sorge spontanea: a cosa serve la Regione Siciliana – Giunta… ARS… – se un siciliano su due è povero?

Infatti, una rappresentanza che, anziché migliorare lo stato delle cose, lo peggiora, meriterebbe di essere privata del mandato ricevuto dagli elettori.