Lettera di un residente di via Sicilia a Orlando: “Grazie per la sua totale strafottenza”

Ci sono due Palermo: quella pulita ed efficiente, che ha un sindaco, e quella abbandonata.

La Palermo di nessuno, quella in cui, se ti lamenti, sei un panormosauro; se le attività muoiono è colpa della crisi, e niente e nessuno si muove per contrastarla, anzi chi governa monta infiniti cantieri che colpiscono quei coraggiosi commercianti che ancora scommettono su loro stessi e sulla loro, nostra Palermo.

Dobbiamo ricostruire il senso della comunità, il senso dell’appartenenza all’unica grande famiglia ‘PALERMO’, dobbiamo cominciare a lottare fianco a fianco.

Cittadini, commercianti e istituzioni dovremmo avere un unico grande obbiettivo “fare grande Palermo“.

La nostra Palermo #avraunfuturo e noi ne saremo protagonisti.

Perché dico questo? Leggete questa lettera che ho ricevuto, in primis rivolta al sindaco Leoluca Orlando:

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Acqua, Orlando dia più tempo per organizzarsi ai residenti di viale Lazio

Da un lato il sindaco di Palermo ha (giustamente) chiesto alla Regione Siciliana di rinviare la data dell’avvio della turnazione in città; dall’altro, però, Leoluca Orlando non ha fatto altrettanto con gli abitanti della zona interessata alla sospensione dell’erogazione dell’acqua per i lavori in viale Lazio.

Solo ieri, infatti, i residenti hanno appreso dalla stampa e dai social network dell’interruzione dell’acqua, fino alle 20 di stasera, “nella zona di piazza Leoni e viale del Fante, delimitata dalla via Gener. A. Di Giorgio, via Libertà, p.zza V. Veneto, via Croce Rossa, via del Carabiniere, via A. Cassarà, viale del Fante, p.zza Leoni e p.zza Don Bosco“.

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Un siciliano su due è povero, ulteriore conferma dell’incapacità della politica dell’Isola

Pochi giorni prima di Natale la CISL, a Palermo, ha diffuso dati preoccupanti e terribili sulla situazione lavorativa in Sicilia.

In sintesi, il tasso di disoccupazione è del 21,9%, i giovani senza lavoro superano il 56%, un siciliano su due è povero, il PIL pro-capite in media è pari a 17mila euro.

Numeri che dimostrano che l’incapacità della politica siciliana non è solo una convinzione ma un fatto.

Un’incapacità che ci trasciniamo da troppo tempo e con cui siamo costretti a convivere, provocando un impatto devastante sul presente e sul futuro dell’Isola.

E la domanda sorge spontanea: a cosa serve la Regione Siciliana – Giunta… ARS… – se un siciliano su due è povero?

Infatti, una rappresentanza che, anziché migliorare lo stato delle cose, lo peggiora, meriterebbe di essere privata del mandato ricevuto dagli elettori.

 

La città è divisa in due, l’amministratore non risponde. Provo a chiedere a Babbo Natale

In queste giornate prefestive è sempre più chiaro ed evidente che esistano due Palermo, una è quella del centro, quella addobbata, illuminata, quella in cui si organizzano eventi, si creano isole pedonali per i cittadini, si cerca di rendere efficienti i mezzi pubblici.

L’altra Palermo è, invece, terra di nessuno, i servizi scarseggiano, oltre a mancare le luminarie, non c’è un efficiente impianto di pubblica illuminazione, la spazzatura per le strade ha preso il sopravvento, gli operatori ecologici sono ormai un miraggio, e chi gestisce la città continua semplicemente a tagliare nastri dimenticando che oltre il centro esistono anche le periferie.

Per questo ho deciso che in questi tre giorni che ci separano dal Natale, dopo le tante richieste inviate all’amministrazione, proverò a rivolgermi a Babbo Natale, gli scriverò una letterina e avanzerò tutte le mie richieste e se anche anche lui dovesse trovare davanti a se l’assordante silenzio dell’attuale amministrazione non ci resterà che sperare “nell’Epifania con l’augurio che questa giunta porti via“.

ZTL, la città chiede al sindaco un dialogo (ma Orlando non risponde)

Ciò che ha chiesto la Prima Circoscrizione, a proposito di ZTL, è che l’amministrazione rinneghi se stessa.

La città chiede al Sindaco un dialogo che lo stesso non ha mai voluto, le Circoscrizioni chiedono un dialogo che l’amministrazione ha sempre negato.

Oggi spero che il sindaco decida di fermarsi un attimo per ascoltare quella parte di città che continua a chiedere, con enorme sofferenza, di essere ascoltata.

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