Tablet per i consiglieri comunali: altre le priorità per Palermo

I tablet per i consiglieri comunali erano una priorità: 100mila euro che la politica investe su stessa… Sì, come no…

È  sempre più evidente che i 50 inquilini di Sala delle Lapidi sono sempre più lontani dalla città.

Se è vero, infatti, che la tecnologia deve essere a supporto della politica, è altrettanto vero che la politica dovrebbe essere a servizio della città.

Purtroppo la città, quella vera, continua a vivere l’emergenza rifiuti, i marciapiedi dissestati, le buche per strada, il sevizio di trasporti inefficiente, i disagi per i cantieri che mettono in ginocchio le attività produttive della città, e potrei continuare con un elenco interminabile.

Ma la grande notizia è che i consiglieri avranno i tablet, il resto è un problema dei cittadini…

La mia lettera al presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando

Caro presidente,

oggi il Consiglio da lei presieduto ha una grossa responsabilità nei confronti della nostra Palermo, e in un momento di crisi come quella attuale è dovere di ogni singolo consigliere comunale contribuire a evitare gli sprechi di denaro pubblico, ma soprattutto di ogni attore della politica mostrare umiltà, semplicità e spirito di servizio.

Nei giorni scorsi i media hanno dato notizia alla cittadinanza di un potenziale scandalo a Palazzo delle Aquile. In particolare nell’articolo in questione si pone l’attenzione sulle commissioni consiliari che si riunivano il sabato mattina, con un aggravio di spese per l’amministrazione (dallo straordinario per i dipendenti comunali al gettone di presenza per i consiglieri convocati ed i conseguenti rimborsi ai datori di lavoro). Premettendo che nessuna illegalità è stata compiuta, mi interrogo sull’opportunità di tali commissioni consiliari.

Inoltre mi chiedo il perché l’interruzione di tale cattiva abitudine non sia maturata all’interno del Consiglio stesso, perché Lei nella sua funzione di presidente del Consiglio comunale non abbia nemmeno per un attimo pensato di consigliare ai suoi colleghi di evitare tali commissioni, ma ancor di più perché ancora una volta la politica è stata sconfitta dal buon senso dei burocrati. Tale articolo precisa infatti che soltanto dopo l’intervento del segretario generale, le convocazioni del sabato mattina sono state interrotte.

Caro Presidente, noi cittadini che rivestiamo un ruolo politico (io sono consigliere alla VII circoscrizione), siamo dei privilegiati, e tale privilegio non può manifestarsi mancando di rispetto a migliaia di nostri concittadini che oggi non riescono nemmeno a immaginare un futuro migliore. Noi privilegiati abbiamo il dovere di mettere in campo tutte le nostre energie per cercare di offrire una prospettiva migliore. E sempre noi, dobbiamo ogni giorno avere al centro dei nostri pensieri le necessità della nostra città.

Non è più il tempo degli sprechi. Bisogna tenere ben a mente che i sacrifici che il Consiglio da lei presieduto ha chiesto ai palermitani (le tasse sono ai massimi storici e i relativi servizi sono invece ai minimi storici) devono essere ripagati in primis con il rispetto e la giusta misura di utilizzo del denaro pubblico – ricordandosi che quel denaro che voi amministrate è di tutti -. Dovete avere la capacità di sconfiggere quella cultura che pensa che ciò che è pubblico (anche il denaro) non è di nessuno, perché ritengo che la soglia di sopportazione dei cittadini sia giunta al limite, e non credo che la casta politica di Palazzo delle Aquile possa ancora permettersi di giocare con le necessità della città.

Nell’augurarle un buon lavoro, le chiedo di rendere pubblici nei prossimi giorni i verbali di tali commissioni consiliari riunitisi nei giorni di sabato, così da mostrare alla cittadinanza che quelle commissioni erano necessarie perché trattavano temi urgenti ed indifferibili. Sicuro di una sua risposta che saprà restituire la giusta immagine al Consiglio comunale tutto, le porgo distinti saluti.

Stop alle attività sportive delle Circoscrizioni: gesto miope

Fermare le ormai programmate attività sportive delle Circoscrizioni è un gesto miope.

Il consiglio comunale e l’amministrazione tutta hanno dimostrato di non guardare alle esigenze dei territori, bensì agli interessi di bottega.

Ancora su mandato del Consiglio Comunale, è il consigliere Giulio Tantillo a schierarsi apertamente contro la città.

Deve essere ben chiaro, infatti, che lo schieramento che si è creato contro le Circoscrizioni (Tantillo è soltanto uno dei tanti) è una chiara contrapposizione alla rinascita cittadina.

Ma noi non ci fermeremo e presto i consiglieri comunali e l’amministrazione dovranno confrontarsi con chi rappresenta ogni giorno i cittadini nei territori.

I Consiglieri di Circoscrizione

Gazebo, finalmente Palermo ha il suo regolamento

Dopo un lungo travaglio, anche Palermo ha il suo regolamento. Certo la lentezza e la distanza del Consiglio comunale dai veri problemi cittadini ha fatto sì che gli stessi riuscissero nella folle impresa di rovinare la stagione estiva dei commercianti.

Spero almeno che adesso commercianti e ristoratori possano con estrema semplicità mettersi in regola con la nuova normativa e riprendere una boccata di ossigeno. Ma sicuramente il Consiglio comunale ha oggi una grave colpa, quella di aver lasciato sole le categorie produttive della città in quella che sarebbe dovuta essere la stagione di punta per l’economia cittadina.

famiglia

Festa della Famiglia Naturale, perché no?

Ho molto riflettuto sulla polemica scatenata sui media per la mozione approvata in Consiglio Comunale per l’istituzione della “Festa della Famiglia Naturale“.

Credo che la ferocia con la quale ci si sia scagliati contro il consigliere proponente e contro i consiglieri che hanno dato parere favorevole a tale mozione sia totalmente assurda, quanto esagerata.

Non è pensabile che chi la pensi diversamente sia tacciato per omofobo e nemmeno è pensabile che oggi un qualunque consigliere comunale che esprime liberamente il proprio pensiero debba essere messo alla gogna perché il perbenismo impone determinati standard.

Non sono contrario all’unione tra due persone dello stesso sesso ma rispetto coloro che la pensano diversamente da me.

Credo che se una parte della nostra comunità senta l’esigenza di istituire una festa nella quale possa affermare il proprio concetto di famiglia, questa non possa essere vietata.

Inoltre, il semplice fatto che ben 30 consiglieri comunali abbiano dato parere favorevole credo che sia sintomo di una chiara volontà di riaffermare un sentimento, sicuramente diffuso anche nella nostra Palermo, che è incentrato sulla famiglia, quale unione tra un uomo ed una donna… è forse questa una colpa?

Io non condivido il loro pensiero, ma apprezzo il loro coraggio. Non apprezzo chi, forse per paura, non ha avuto il coraggio di metterci la faccia astenendosi dalla votazione e non apprezzo gli assenti che si organizzano per le battaglie post approvazione (questi ultimi sono forse i più furbi, perché si attiveranno per la propria visibilità).

La politica, quella seria, è quella che decide, senza alcuna paura delle reazioni, il resto sono chiacchere utili soltanto a stare sui giornali.

Credo, comunque, che un tema centrale come quello della famiglia non possa essere un tema chiuso all’interno dei recinti di partito. Esso appartiene alla coscienza di ognuno di noi e ciascuno, senza guardare il proprio colore di appartenenza, deve interrogare se stesso senza la paura di campagne denigratorie che possano metterlo in cattiva luce come nemico della società.

Inoltre, credo che questa banale polemica di mezz’estate sia andata anche oltre ogni logico pensiero, perché la possibilità che una parte di palermitani, legata al concetto cattolico della famiglia, possa avere un momento in cui potersi incontrare per affermare tale convinzione non è per niente scandaloso.

Penso a quando gli omosessuali davano battaglia per poter avere la possibilità di affermare il proprio orientamento e non sentirsi più ghettizzati; oggi sembra quasi che, dopo aver lasciato quel “ghetto”, vogliono relegare a quell’angusto spazio coloro che la pensano diversamente da loro.

Pertanto, ribadisco che sono perfettamente d’accordo all’unione tra due persone dello stesso sesso ma sono altrettanto d’accordo che una fetta della società Palermitana possa affermare, anche attraverso una festa, il proprio concetto di Famiglia.