Perché si organizzano eventi in luoghi non accessibili ai disabili?

È assurdo che nel 2016 a Palermo si possano organizzare eventi in luoghi non accessibili a tutti.

Con estremo rammarico leggo che la direzione dell’evento La Sicilia che c’è ammette che la location dell’evento non si presta a accogliere i diversamente abili e i bagni sono in un luogo inaccessibile alle carrozzine.

Pertanto tale evento, piuttosto che proiettare la nostra città nel futuro, la riporta secoli indietro.

Ancor più grave è il patrocinio concesso dal Comune e dalla Regione: la Pubblica Amministrazione dovrebbe sempre pretendere standard organizzativi molto alti quando concede il proprio patrocinio e tra questi l’accessibilità dei luoghi deve essere il primo dei requisiti.

Una città senza barriere e vivibile per tutti: ecco come sogno la Palermo del futuro

Pensare una città a misura dei più deboli, quindi una città a misura di bambino, a misura d’anziano e a misura di disabile, non può che essere una soluzione migliore per tutti.

Nell’immaginare la Palermo del futuro, non posso non fantasticare su un luogo che abbia abbattuto, soprattutto negli uffici pubblici, le barriere architettoniche che spesso impediscono ai disabili di poter accedere ai servizi essenziali del nostro Comune.

Tale abbattimento deve riguardare soprattutto i grandi progetti e in particolare i cantieri per le realizzazioni delle grandi opere.

Perché la Palermo che ho in mente, non interviene per le emergenze, ma si organizza in modo preventivo affinché i disagi per la cittadinanza siano ridotti al minimo. Penso, ad esempio, alle difficoltà che in questo periodo sta vivendo Roberta in via Sicilia.

La Palermo del futuro non deve chiedersi se in una determinata zona vive una persona diversamente abile o meno, deve immaginare che la viabilità anche pedonale debba sempre essere a misura di civiltà.

E una viabilità tale prevede che in quello spazio debba anche passare una mamma con un passeggino, un anziano con carrello della spesa e/o un disabile in carrozzina. Questa è la città che sogno e che spero di poter davvero vedere un giorno intorno a me.

Disabilità, c’è ancora tanto da fare a Palermo…

Sono ancora tanti i passi da compiere nella nostra Palermo, perché questa possa rientrare negli standard della normalità. L’abbattimento delle barriere architettoniche e l’attenzione verso i più deboli devono essere al centro dell’impegno dell’amministrazione comunale.

Apprendendo da Palermotoday quando accaduto nel capoluogo siciliano ad Alessio Pellegrino, ragazzo disabile e costretto sulla sedia a rotelle, che si è scontrato con la difficoltà di salire sugli autobus a causa di pedane e montacarichi fuori uso, ritengo che le parole servano a poco. Il Comune deve rispondere con i fatti a far sì che cose come queste non accadano più.

La proposta di Sala delle Lapidi: “Parcheggio a pagamento anche per chi ha il pass disabili”

La disabilità non è contagiosa, l’ignoranza sì. Non siamo un mondo a parte ma una parte di mondo“. Questo il messaggio di una foto che ho condiviso ieri sul mio profilo Facebook.

E non è stata una scelta casuale perché è giusto che i palermitani sappiano che alcuni consiglieri comunali, tra cui Giulio Tantillo e Giulio Cusumano, hanno proposto di revocare la possibilità di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu ai titolari dei pass per i disabili.

All’unanimità, però, il consiglio della VII Circoscrizione ha dato il proprio parere negativo ed ha redatto il seguente comunicato stampa:

«Riteniamo che la casta dei consiglieri comunali piuttosto che colpire i cittadini disabili debba pensare a fare una reale cura dimagrante degli sprechi comunali piuttosto che pensare di continuare a penalizzare i Palermitani.

Oggi ottenere il pass disabili non è per nulla semplice, tra i documenti da fornire bisogna allegare un certificato rilasciato dalla medicina legale dell’Asp, che attesti chiare difficolta deambulatorie, per cui penalizzare chi con notevoli difficoltà riesce oggi a muoversi in città è una vera inciviltà.

Inoltre, crediamo che prima di pensare ai pass disabili, la casta dei consiglieri comunali dovrebbe dare l’esempio, rinunciando ai propri benefici che gli permettono di percorrere le corsie preferenziali e di utilizzare gratuitamente le strisce blu.

Solamente dopo che loro avranno dato l’esempio, dopo che si faccia una seria verifica dei pass disabili per eventualmente ritirare quelli non necessari, soltanto in quel momento possiamo cominciare a discutere dei veri pass disabili, una discussione che ci vedrebbe comunque contrari.

Speriamo che i consiglieri proponenti si rendano conto dell’assurdità della proposta e ancor prima di farla approdare in consiglio comunale la possano ritirare, e possano invece elaborare seri piani d’intervento per la cittadinanza, anche se la recente bocciatura sempre ad opera del consiglio comunale, sullo slittamento del pagamento della TARES, non lascia intravedere grandi speranze».

Infine, una doverosa integrazione: perché ad AMAT non viene affidata la gestione dei parcheggi affidati oggi ad APCOA? Anche perché non si è mai risolta la questione delle strisce blu illegittime…