Piano Giovani Sicilia

Piano Giovani: azzerare e ripartire

Ammettere le inefficienze del sistema, annullare tutto e ripartire sarebbe l’unica scelta giusta che andrebbe a tutelare gli interessi di coloro che, a causa dei sovraccarichi di sistema, non hanno avuto l’opportunità di mettersi di in gioco.

Ma il Piano Giovani deve far riflettere chi amministra la Regione Siciliana: quel sovraccarico ha mostrato il vero disagio giovanile della nostra terra e la vera necessità di occupazione.

Non è stato un sondaggio ISTAT a dimostrarci il grave cancro – la mancaza di lavoro – che affligge la Sicilia, bensì ogni singolo giovane che, dal proprio PC, ha deciso di provarci, di fare un ulteriore tentativo per riappropriarsi del proprio futuro.

Anche se il Piano Giovani non è la “rivoluzione lavorativa” per la Sicilia, è, comunque, un primo passo per prendere un boccata di ossigeno.

Apprezzo il coraggio del governo Crocetta nell’ammettere le falle nel sistema e conseguentemente nell’azzerare tutto e ripartire.

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Piano Giovani Sicilia, fare luce sul sito ko

Anche oggi il sito per la registrazione al “Piano Giovani Sicilia” è andato in tilt, mandando nuovamente in frantumi le speranze di tanti giovani disposti a partecipare a questo progetto.

Dopo il black out del primo giorno di registrazione, i responsabili avrebbero dovuto immaginare che un enorme flusso di utenti avrebbe cercato nuovamente di registrarsi al sito e, quindi, il rischio che tutto saltasse era altissimo, per non dire scontato.

Oltretutto, ciò che risulta strano è che, comunque, 800 giovani sono riusciti a completare le procedure: sicuramente questi pochi fortunati hanno beccato la finestrella giusta per l’accesso.

Posso solo constatare che tanti conoscenti, già pochi minuti dopo le 10 (ora in cui era possibile registrarsi), non riuscivano più ad accedere al sito.

Spero si faccia luce su questo mistero, perché la Sicilia ed i giovani siciliani non meritano quest’ennesima presa in giro.

P.s. su Facebook stanno nascendo vari gruppi di “indignati”. Un esempio? Cliccate qui.

Palermo è… opportunità

Ma io vi dico andate a Palermo per mare, e vi accorgerete se arrivate in un paese qualsiasi. E non perché l’arrivo sia particolarmente bello, come in realtà lo è, ma perché ad un certo momento subentra un qualche cosa che eccede anche la bellezza dello spettacolo; inavvertitamente non avete più i piedi sulla terra, ossia sul ponte della nave, ma navigate per virtù propria come in un vascello fantasma sui flutti della fantasia“.

Cesare Brandi in “Sicilia Mia” con poche semplici righe riusciva a far sognare Palermo a  tutti coloro che con semplicità si accostavano alla lettura di quelle poche semplici righe.

Palermo ha ispirato molti luminari del passato glorioso che rende ogni cittadino orgoglioso di essere Palermitano.

Tanto ha dato a noi la nostra Palermo: ha forgiato i nostri caratteri ed è stata teatro dell’esperienze positive e negative che hanno plasmato le nostre coscienze.

Palermo si è donata a noi senza sconti e con piena fiducia, ma noi Palermitani non siamo stati capaci di ricambiare tale generosità.

Credo, pertanto che sia arrivato il momento in cui ognuno di noi ripaghi il proprio debito, il tempo in cui ognuno di noi deve rimboccarsi le maniche e contribuire a ricostruire la Palermo che ha fatto sognare Cesare Brandi, la Palermo che è stata nel cuore e nella mente di tutti coloro che, dopo averla conosciuta, non hanno mai smesso di portarla nel cuore.

Palermo non può e non deve essere quella città che rimpiange i cervelli in fuga e continua inerme a guardare l’emorragia di chi scappa perché ha perso la speranza di trovare qualcosa di dignitoso dov’è nato e cresciuto.

Palermo è di chi resta, di chi mette in gioco tutto se stesso per contribuire a riportare le normalità e oggi è possibile farlo solamente se decidiamo di cominciare a fare rete e di condividere ambizioni, sogni e aspirazioni di una Palermo che può e deve crescere con il contributo di tutti.

Palermo è… opportunità, un’opportunità che dobbiamo sapere cogliere, perché Palermo è il nostro futuro, un futuro che dobbiamo costruire da protagonisti.

Scuola

La Scuola a Palermo “si sta sgretolando”. Che rabbia!

Il dato sulla dispersione scolastica a Palermo è davvero disarmante.

La scuola bisogna ripensarla, ricostruirla, restituirle il ruolo centrale che le appartiene.

Nella nostra città il problema scuola non riguarda soltanto l’edilizia. Ad essa si aggiunge, infatti, la mancata speranza di un futuro per noi giovani.

L’istituzione scolastica dovrebbe essere laboratorio di speranze, fucina di idee; dovrebbe forgiare i cittadini e gli amministratori del futuro.

La scuola, invece, oggi cade a pezzi. Si sta sgretolando sia da un punto di vista strutturale che da un punto di vista formativo. Che tristezza… ma soprattutto che rabbia!