Immigrazione: Maroni minaccia tagli, spero sia solo una provocazione…

Oggi l’Italia è sempre più sola nell’affrontare il dramma del flusso migratorio. E pur non condividendo il pensiero del presidente Maroni, comprendo il disagio di chi si sente abbandonato dall’Europa e deve far fronte ad un emergenza che sembra non aver fine.

Mi auguro che quanto dichiarato dal Presidente sia soltanto un provocazione affinché chi di competenza si attivi seriamente per supportare il nostro Paese. La Comunità europea non può alzare la voce quando ritiene che i conti non siano in regola, e nascondersi quando c’è la necessità di affrontare i problemi che affliggono l’Italia.

Marò, riportarli a casa è una priorità

Portare in alto il nome del nostro Paese è sicuramente motivo d’orgoglio per ogni cittadino ed è dovere dell’Italia difendere i propri figli.

Il caso dei marò non ci fa onore ed anche se le parole si sprecano ed i gesti sono sempre più numerosi, l’unica triste verità è che i nostri connazionali sono ancora in stato di fermo in India.

Riportarli a casa è una priorità sopratutto adesso che lo stato di salute di Massimiliano Latorre è molto precario.

Senato, giusto superare il bicameralismo perfetto

La riforma del Senato, così come è stata concepita, è la peggiore possibile. La vera soluzione per risolvere i tanti problemi che attanagliano il nostro Paese è che la politica torni in mano ai politici, ma non a quelli nominati dall’alto, ma a coloro che provengono dai territori.

Motivo per cui ritengo giusto superare il bicameralismo perfetto, ma assolutamente impensabile lasciare nelle mani di una sola camera l’elezione di tutte le più alte cariche del nostro Paese, quali della del presidente della Repubblica e del Csm.

Credo inoltre che il Senato vada mantenuto ed i componenti dimezzati. Il medesimo taglio va poi applicato anche alla Camera, dando la parola al popolo sovrano e ripristinando le preferenze.

Auspico, dunque, la presenza di due camere elette dai cittadini, con poteri differenziati, ma entrambe necessarie per garantire l’equilibrio istituzionale.

Forconi, quel grido disperato che la politica non ascolta

Da Nord a Sud, il malessere italiano cresce. Per la prima volta i coltivatori del settentrione hanno pienamente compreso la necessità di essere un unico corpo con quelli del meridione, perché oggi la crisi è del Paese. Ma, come ha ben detto Mariano Ferro, leader dei Forconi, questi ultimi non sono soltanto coltivatori. I forconi rappresentano la rabbia dell’Italia che soffre, risultato di una politica sorda e lontana dalle strade e dai cittadini.

Oggi le istituzioni devono dare risposte serie e con serietà occuparsi delle piccole realtà imprenditoriali che rappresentano il vero tessuto socio-economico del Paese. La proposta del movimento capitanato da Ferro rappresenta un disperato grido di aiuto che le varie amministrazioni non possono non ascoltare. Non è più tempo di parlare di destra e/o di sinistra. Oggi la politica deve occuparsi di un Paese che non risponda a un colore, ma che ha un vero e concreto bisogno d’aiuto.