Non ho condiviso la foto del bimbo morto, ecco perché

No, io non la condivido la foto di quel piccolo angelo esanime sulla spiaggia.

Non credo sia giusto cercare di suscitare sentimenti di rabbia e indignazione attraverso l’immagine dell’ennesima morte di un innocente.

I governi devono decidere di mettere la parola fine a questa enorme mattanza; devono capire che le democrazie non si esportano; devono sopratutto riscoprire la sacralità della vita umana.

Molti di voi su Facebook hanno provato dolore per quella foto; hanno anche lasciato commenti pesanti; molti altri avranno deciso di raccomandare al proprio Dio quella piccola anima innocente.

Ma quanti si sono davvero soffermati sul dramma che c’è dietro quella foto? Quanti tra quelli che si indignano hanno sempre ripetuto che i barconi andavano lasciati in mare?

Io continuo a ribadire che chi fugge dalla guerra e dalla miseria è un mio fratello e, in quanto tale, devo accoglierlo.

Nel 2015 non è possibile che a fare la differenza sia il paese di nascita.

Siamo cittadini del mondo. Questa terra è casa di tutti e per tutti deve esserci il posto per un futuro migliore.

Giusto accogliere i migranti ma bisogna aiutarli nei loro Paesi

È “un dovere accogliere pellegrini, ma bisogna aiutarli nel loro Paese“.

Faccio mie le parole del cardinale Romeo per ribadire che bisogna sempre andare in soccorso dei fratelli in difficoltà.

Chi decide di attraversare il mare in quelle condizioni proviene da situazioni di grande disagio ma Palermo, così come l’Italia, non può avere l’onere di dover far fronte da sola a questa enorme esodo.

Occorre attivare progetti di cooperazione internazionale e aiutare i nostri fratelli africani nel loro territorio.

Sono, inoltre, convinto che bisogna necessariamente occupare, anche con i militari, le coste libiche; bisogna impedire gli sbarchi e, al tempo stesso, trasportare in sicurezza coloro che hanno i requisiti per richiedere asilo.

Sono davvero contento che il mio Paese non alzi mura (come accade in Ungheria) contro questi nostri fratelli; che non chiuda le frontiere e non schieri i militari per respingerli, perché i valori di solidarietà e cooperazione sono i veri motori del cambiamento.

Vorrei che tutta l’Europa si attivasse sia per controllare i flussi migratori ma soprattutto per restituire dignità ai nostri fratelli che fuggono in cerca di un domani migliore.

Libia Immigrati

Isis in Libia, andare lì per interrompere la tratta dei migranti

Credo che oggi, più che in altri momenti, sia necessario approdare sulle coste libiche.

Un approdo utile non soltanto a fronteggiare l’ISIS e la sua avanzata ma anche a frenare i continui sbarchi.

Piuttosto che continuare a tergiversare sul potenziale arrivo di terroristi tra i disperati che scappano, credo che sia più utile andare su quelle coste, interrompere questa vergognosa tratta, creare lì dei centri d’accoglienza e successivamente, creando dei corridoi sicuri, portare in Europa (non soltanto in Italia) chi scappa dall’inferno.

sbarchi immigrati

Altra tragedia del mare: creare corridoi sicuri

Dopo l’ennesima tragedia del mare, bisogna definitivamente prendere una decisione sul problema migranti.

La soluzione migliore sarebbe quella di aiutarli nella propria terra, ma se non riusciamo a fare ciò, credo che abbiamo il dovere morale di creare corridoi sicuri che evitino queste stragi.

Stragi ormai annunciate e non più tollerabili.

Il rispetto per la vita umana ci impone un intervento serio e concreto.

Sbarchi, bisogna dare un speranza ai nostri fratelli

Continua l’arrivo dei nostri fratelli dalle coste africane.

Oggi sono tante le polemiche e ci si continua a dar battaglia sull’accoglienza dei migranti.

Quando questo dubbio mi assale, mi fermo semplicemente a guardare qualche foto di questi nostri fratelli e in quegli occhi vedo soltanto la sofferenza di uomini che hanno come unica colpa quella di essere nati al di là del Mediterraneo.

Ritengo giusto tendere loro una mano e offrire ad essi un’opportunità. Una speranza.