Serietà e sobrietà: ecco i miei propositi per il 2016

Serietà e Sobrietà. Sono queste le parole d’ordine che voglio tenere ben presenti in questo 2016.

Da troppo tempo la politica, o meglio i politici, sono diventati degli showman che non fanno altro che rincorrere la necessità di essere presenti sui media e affermare ciò che ogni cittadino vuol sentirsi dire, salvo poi fare l’esatto opposto.

Nei messaggi di fine anno, non vi è stato un solo protagonista della politica locale e nazionale che non abbia parlato della necessità di creare lavoro, di tutelare l’ambiente e/o di risolvere il problema dei rifiuti. Problemi nazionali ma anche locali che non fanno che tenere impegnate le prime pagine della stampa, con soggetti che si alternano a favore/contro in funzione della scelta politica del momento.

Io ho deciso che attraverso lo strumento della politica, voglio dare un contributo serio al rinnovamento della mia città, continuando a operare nel quotidiano e al fianco dei cittadini che vorranno condividere le mie piccole e grandi battaglie. E in questo nuovo anno di battaglie ne avremo tante.

Voglio farlo in modo sobrio senza esagerazione e senza la necessità di fotografare ogni singola buca o di mettere una bandierina in ogni piccolo/grande intervento apportato. La politica è una cosa seria e con serietà va affrontato anche il quotidiano impegno di ciascuno di noi.

In questi giorni abbiamo visto come alcune città italiane si ritrovano attanagliate da emergenze ambientali che hanno costretto le amministrazioni a sospendere totalmente la circolazione delle auto. Questo in modo congiunto ad altri necessari interventi (come l’abbassamento di almeno 2 gradi dei riscaldamenti).

Per nostra fortuna la città di Palermo non si ritrova nelle drastiche condizioni milanesi e/o romane. Questo, però, non deve rassicurarci, ma spingerci a mettere in atto azioni che migliorino la qualità dell’aria che respiriamo.

Penso ad esempio alla compensazione del verde che ancora non è stata completata, all’attivazione di un servizio pubblico degno di questo nome, tale da poter diminuire l’utilizzo delle automobili. Non utilizzare l’auto deve essere una scelta conveniente sia da un punto di vista economico che strettamente legato alla mobilità, altrimenti il cittadino non sarà mai libero di scegliere di non utilizzare i mezzi privati.

Altro problema da arginare quello dei rifiuti che va affrontato in modo serio. Primo punto su cui porre attenzione quello della raccolta differenziata. Se differenziare conviene, tale convenienza deve essere “ridistribuita” tra i cittadini virtuosi e differenziare deve essere semplice e comodo per tutti perché gli slogan e la finta differenziata non servono alla nostra Palermo.

Il tema del lavoro va affrontato sia per coloro che un lavoro non ce l’hanno, sia per coloro che invece ce l’hanno ma vengono sistematicamente sfruttati da un mercato che non mette più al centro il lavoratore bensì la produttiva dello stesso.

Bisogna ripartire dalle periferie e dalle loro identità, ricostruire il senso di comunità e tutelare le piccole attività che rappresentano anche la storia dei nostri territori. Allo stesso tempo bisogna far decollare in modo serio e concreto il settore turistico che è la vera vocazione della nostra terra.

Le tasse aumentano, ma le aziende pubbliche e ovviamente anche le municipalizzate continuano a essere in crisi con la continua necessità di fondi. Gestite in modo clientelare, queste sono divenute dei buchi neri che assorbono risorse senza creare nulla di produttivo. Forse anche queste andrebbero ripensate affinché la collettività benefici di quei servigi.

Da qualche giorno si parla di nuove assunzioni nelle municipalità. Mi piacerebbe che nel 2016 questa amministrazione si distinguesse per delle assunzioni meritocratiche, perché in fondo tali aziende di privato non hanno nulla (socio unico è infatti il comune di Palermo) e quando entrano in crisi la collettività deve caricarsi sulle proprie spalle il peso di clientele mai condivise, anzi…

Ecco perché nel 2016 le mie parole d’ordine saranno “Serietà e Sobrietà”. Anche all’amministrazione cittadina chiederò di essere Seria e Sobria, perché la mia, la nostra Palermo ha bisogno di normalità e di amministratori che non cerchino le copertine dei media, ma che si fermino nelle borgate cittadine per ricominciare ad ascoltare la voce di chi vive il peso delle loro scelte.

Ai cittadini tutti voglio invece augurare un anno felice facendo mie le parole di Papa Francesco che in questi giorni hanno trovato spazio in molte bacheche dei social:

“Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi. Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado di viaggiare dentro il proprio essere. Non mollare mai, non rinunciare mai alle persone che ami, non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile”.

Buon 2016 a tutti voi, a tutti noi.

basta

Strumentalizzare il bisogno dei cittadini, roba da politici farabutti

Il sistema politico clientelare emerso in questi giorni è davvero vergognoso.

Utilizzare il bisogno e le difficoltà dei cittadini per fagocitare consenso è la negazione della politica stessa.

Nomi eccellenti finiscono in prima pagina e galoppini senza scrupoli vessano il popolo in difficoltà.

Ciò che in questi giorni abbiamo visto e letto non è Politica, è delinquenza e malaffare.

Credo che oggi con molta forza la POLITICA sana deve emergere per dare prospettiva e speranza a chi è costretto a mortificarsi e a sottostare alle regole di questi delinquenti.

La nostra Sicilia deve trovare dentro se stessa la forza di reagire e di scegliere in modo oculato i propri rappresentanti.

Dalle circoscrizioni al parlamento nazionale, deve essere chiaro che chi tenta di comprare il consenso è soltanto un delinquente, e chi prova a vendere gli alimenti a chi ne ha diritto gratuitamente, non soltanto è un delinquente ma è anche un farabutto, e in questi anni troppi farabutti e delinquenti si sono approfittati del bisogno di chi era in difficoltà.

Palazzo delle Aquile

Bomb Jammer, Di Matteo e Cuffaro: come si fa a essere così approssimativi?

«Il Bomb Jammer? Non so nemmeno cosa è…». Parola di Salvatore Orlando, presidente del consiglio comunale di Palermo.

Certo, un politico non deve sapere tutto ma quanto emerso da un servizio pubblicato su L’Ora Quotidiano dimostra eccessive superficialità e carenza di contenuti da parte di non pochi consiglieri comunali, soprattutto in relazione alla criminalità organizzata.

Il Bomb Jammer, infatti, è il dispositivo che neutralizza gli ordigni radiocomandati a distanza e da tempo ormai in molti si sono attivati per metterlo al servizio della sicurezza del PM Nino Di Matteo. Al momento, però, solo parole.

Ma, come si nota dal video, quando si parla di “bomb jammer”, ci sono consiglieri che non sanno proprio cosa dire, a cominciare dal presidente Orlando.

E la domanda sorge spontanea: ma li leggono i giornali, s’informano?

Orlando, per di più, ha affermato: “Già abbiamo i nostri guai, ci manca Di Matteo col bomb jammer“.

Leggerezza intollerabile. Come se le minacce contro il magistrato e le indiscrezioni che leggiamo spesso sui giornali in relazione ad attentati con esplosivo in preparazione per ucciderlo, non fossero una questione palermitana. Così, tra l’altro, si corre il rischio dell’isolazionismo delle Istituzioni, lo stesso che ha offerto alla mafia campo aperto quando uccise Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1992.

Stendiamo un velo pietoso, inoltre, su giudizi quale “un grande politico” in relazione a Totò Cuffaro, ex governatore della Sicilia e in carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Lo ha detto il consigliere Giuseppe Federico di Forza Italia e lo pensano – ne sono certo – in tanti.

Sostenere apertamente questi pensieri, soprattutto se provenienti da chi dovrebbe rappresentare i palermitano a Palazzo delle Aquile, sono delle vere e proprie pugnalate al cuore della legalità e della memoria.

Perché Cuffaro, al di là del proprio pentimento, ha pur sempre governato la Sicilia con il condizionamento della mafia (e questo è un dato di fatto).

A che servono i 23 maggio e i 19 luglio ogni anno se in seno alle Istituzioni si glorifica Cuffaro?

normanni

Terremoto all’ARS, tutti gli indagati devono spiegare come hanno speso i nostri soldi

Alla luce di quanto sta accadendo alla politica regionale, è sicuramente arrivato il tempo della trasparenza, in cui la politica non può più nascondere il volto tetro e buio degli “affarucci di quartiere“.

L’Assemblea Regionale Siciliana viene investita da un terremoto che non esclude nessuno.

Tutti hanno qualcosa da spiegare, ma poco importa se saranno giudicati per un potenziale reato da un tribunale.

Devono tornare nei territori a spiegare ai propri elettori, ma ancor di più a tutti i cittadini, cos’hanno combinato con i nostri soldi.

Devono farlo tutti gli indagati, ma ancor di più devono farlo gli eletti, e molto di più deve farlo chi, da rottamatore, si è fatto garante del cambiamento.

Qualora non riuscissero, con gli occhi bassi e il capo cosparso di cenere, dovrebbero semplicemente tornare a casa.

palermo

Cambiare Palermo con i palermitani che l’amano

Un solo progetto, una sola speranza, un solo sogno, un solo desiderio, una sola semplice parola: PALERMO.

È la mia città, è il centro dei miei pensieri e dei miei progetti, perché la nostra Palermo merita di essere amata e di essere riportata alla normalità, per poi lanciarsi nell’eccellenza.

In quest’anno che è trascorso vi ho riempito la testa e le bacheche con continue riflessioni, progetti, idee e proposte lanciate all’amministrazione. Molte di queste le ho trasformate in mozioni per il consiglio della VII circoscrizione, molte altre le ho spedite direttamente al Sindaco, con la speranza di dare un contributo positivo per la rinascita cittadina.

Ho avuto molti riscontri, piccole soddisfazioni ma anche grandi delusioni, pertanto ho deciso che in questo 2014 intensificherò la mia attività e le mie iniziative per il territorio.

Non intendo farlo da solo. Chiederò un contributo ad ognuno di voi, perché ai grandi progetti per la città elaborati dai professionisti della politica, è necessario sostituire la quotidianità di chi quei progetti li dovrà subire, perché la viabilità non può essere decisa solamente da chi gira la città in auto blu, o chi percorre le corsie preferenziali. Il traffico lo subiamo noi.

Le piste ciclabili devono essere pensate con chi vive la città in bici, perché una pista ciclabile degna di tale nome non può essere interrotta da un palo dell’illuminazione pubblica.

Bisogna progettare gli spazi per i più piccoli con le famiglie, ma soprattutto con le circoscrizioni e quindi con i territori.

La nostra Palermo non ha bisogno di grandi menti che elaborino grandi progetti, la nostra Palermo ha solamente bisogno di noi Palermitani che la portiamo nel cuore, di noi che non riusciamo a restare indifferenti alle sofferenze della nostra città, e che spesso ci arrabbiamo con noi stessi perché ci sentiamo impotenti di fronte al nulla che avanza.

La nostra Palermo ha bisogno proprio di NOI, e della nostra voglia di mettere in relazione le piccole grandi proposte che ci passano per la mente, perché saranno i piccoli progetti a fare grande la nostra città.

Saranno i piccoli interventi, i piccoli passi che condivideremo, a dare la giusta sterzata di rinnovamento.

Perché il vero cambiamento parte dalla base, dai Palermitani.

Per questo 2014 ho un solo proposito, un solo progetto, una sola speranza, un solo sogno, un solo desiderio, una sola semplice parola: PALERMO.