Un siciliano su due è povero, ulteriore conferma dell’incapacità della politica dell’Isola

Pochi giorni prima di Natale la CISL, a Palermo, ha diffuso dati preoccupanti e terribili sulla situazione lavorativa in Sicilia.

In sintesi, il tasso di disoccupazione è del 21,9%, i giovani senza lavoro superano il 56%, un siciliano su due è povero, il PIL pro-capite in media è pari a 17mila euro.

Numeri che dimostrano che l’incapacità della politica siciliana non è solo una convinzione ma un fatto.

Un’incapacità che ci trasciniamo da troppo tempo e con cui siamo costretti a convivere, provocando un impatto devastante sul presente e sul futuro dell’Isola.

E la domanda sorge spontanea: a cosa serve la Regione Siciliana – Giunta… ARS… – se un siciliano su due è povero?

Infatti, una rappresentanza che, anziché migliorare lo stato delle cose, lo peggiora, meriterebbe di essere privata del mandato ricevuto dagli elettori.

 

Palazzo Orleans

Ma la Sicilia non doveva essere la prima ad abolire le Province?

La Sicilia doveva essere la prima Regione ad abolire le Province: almeno questo era ciò di cui Rosario Crocetta si vantava nelle varie comparsate televisive. Ma oggi la Regione Siciliana sarà l’ultima a varare la riforma Delrio.

Innovare è sempre un bene; quando, però, si tratta di riforme importanti come questa, la fretta non è mai una buona consigliera e rischia di far naufragare le buone intenzioni.

Oggi la Regione si prepara ad un’altra sconfitta, perché dal mio punto di vista receperire la riforma Delrio è una grande dèbacle per il “governo della rivoluzione crocettiana” che dimostrerebbe la totale incapacità di riforma.

Credo che oggi bisognerebbe tornare al voto con l’attuale normativa edì al contempo lavorare sua una seria riforma dell’istituzione Provincia.