Vicolo della Ferrovia, degrado insostenibile

Pochi giorni fa sono stato nell’area compresa tra il vicolo della Ferrovia e la via Nicoletti e il degrado di questo spazio ha ormai raggiunto livelli insostenibili.

Mesi addietro l’amministrazione avevo espresso parere positivo per la realizzazione di un’area parcheggio con annesso capolinea di bus e pullman e anche se è ovvio che tale provvedimento non poteva essere portato a termine in poco tempo, credevo che ci si attivasse per garantire livelli minimi di decenza per coloro che risiedono in quell’area.

Ho inviato, quindi, l’ennesima segnalazione chiedendo anche un sopralluogo, affinché ci si possa attivare per ripristinare la normalità.

Alla fermata degli autobus di piazzale Giotto regna l’inciviltà

Oggi pomeriggio ho dovuto utilizzare i mezzi pubblici (autobus) e con mio grande stupore, nonostante le lamentele generali, devo ammettere che il servizio è stato molto efficiente (sperando che non sia l’eccezione che conferma la regola).

Nel dettaglio, ho utilizzato la linea 102 per raggiungere piazzale Giotto da via Libertà e successivamente la linea 516 per rientrare a casa, ovvero da piazzale Giotto a piazza Tommaso Natale.

Ma ciò che in questo pomeriggio mi lasciato molto perplesso è il senso di inciviltà di molti miei concittadini.

Dalle foto potete notare la sporcizia che regna al capolinea del bus e se da una parte potremmo dire che è compito di chi amministra pulire, dobbiamo anche ammettere che le bottiglie, i bicchieri, ecc., potevano anche essere gettate nei cestini, così com’è giusto che sia.

La nostra Palermo ha bisogno di una vera grande rivoluzione ma tale rivoluzione è possibile soltanto se ognuno di noi dà il proprio contributo nel quotidiano.

Rifiuti, a Palermo solite emergenze… e io pretendo “solo” la normalità

Oggi il Presidente della RAP, Sergo Marino, è stato ospite del Consiglio della VII Circoscrizione.

Con tutti i colleghi consiglieri abbiamo evidenziato i disagi di tutto il territorio: dalle buche alle discariche, ai continui disagi che voi stessi mi avete segnalato.

Inoltre, nel mio intervento, ho tenuto a precisare che non ho nessuna comprensione per le difficoltà della RAP, in particolare perché questa società nasce dopo un prelievo esoso dalle tasche dei cittadini. Pertanto, non pretendo una corsia preferenziale per le mie richieste; pretendo la normalità del servizio, ma soprattutto interventi seri e duraturi nel tempo (in particolare per le buche nell’asfalto).

Ho ribadito che non condivido l’idea del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che cataloga parte dei cittadini incivili, perché bisogna lavorare con tutti.

Ho ricordato, poi, la mozione da me proposta per la raccolta differenziata e ho ricordato le mie proposte inviate al sindaco per stringere un nuovo patto con la città.

Ho chiesto al presidente di farsi carico di intavolare un progetto con l’amministrazione per portare fuori la città dal dramma dei rifiuti.

Ho chiesto un’isola ecologica per ogni quartiere e l’ampliamento dello sconto sulla relativa tassa a l’intero importo e non soltanto alla parte variabile.

Ho ricordato che la raccolta dei rifiuti non può essere effettuata nelle ore mattutine, quando la città si risveglia e spesso, a causa dei mezzi per la raccolta, il traffico va in tilt.

In particolare, ho ricordato la situazione del quartiere Cardillo, dove puntualmente la raccolta viene effettuata proprio nelle ore in cui vi è l’ingresso a scuola, causando disagi per le mamme e per gli automobilisti che percorrono la via San Lorenzo.

Amo la mia Palermo e non accetto che qualcuno, fosse anche il sindaco, possa rifiutarsi di collaborare con parte di essa: l’unica speranza che abbiamo per uscire da questo momento di grande difficoltà è quella di unirsi e collaborare verso il futuro,

Rifiuti, il problema non si risolve parlando di civili e incivili

Sì, caro Sindaco, credo che bisogna lavorare con tutti i Palermitani.

La questione drammatica dei rifiuti non può essere semplicemente relegata all’incivile che sporca, come ha lasciato intendere su Twitter; se così fosse, basterebbe una task force che punisce gli incivili e il problema sarebbe risolto.

Il problema legato ai rifiuti è un molto più ampio che, come le ho scritto qui, va affrontato con serietà, coinvolgendo tutte le parti sociali in causa.

L’amministrazione, la RAP, le circoscrizioni e i cittadini tutti devono trovare la forza di unirsi contro questo dramma per risolverlo definitivamente.

Se Paesi come la Germania – ma non solo – hanno fatto sì che i rifiuti diventassero ricchezza, perché non prendiamo da loro un chiaro esempio di buona amministrazione?

Nel Consiglio della VII Circoscrizione abbiamo espresso parere sul regolamento per la tassa sui rifiuti e in quella occasione mi sono fatto promotore di una proposta che prevedeva di estendere le agevolazioni sui rifiuti – in particolare per chi differenzia – all’intera tariffa e non soltanto alla parte variabile, che è l’importo più basso della tassa.

Inoltre, se vogliamo davvero lavorare sulla differenziata, dovremmo forse immaginare un’isola ecologica in ogni quartiere e magari fare sì che ai cittadini tutti (senza distinzione di civiltà) convenga conferire i rifiuti nelle isole ecologiche.

Dobbiamo riuscire a dire al cittadino che differenziare conviene e fa risparmiare.

In molti Paesi si sono spinti ben oltre la semplice convenienza del differenziare: attraverso appositi distributori in cui vengono conferiti i rifiuti, i cittadini vengono rimborsati con denaro.

In altri a chi differenzia, in base alla quantità di rifiuti, vengono concessi dei crediti da spendere in negozi convenzionati per gli acquisti.

La munnizza può essere ricchezza per tutti: bisogna soltanto organizzarsi affinché ciò avvenga.

Inoltre, proprio da Lei ho imparato che il governo del buon padre di famiglia prevede percorsi culturali che permettano alla città tutta di svilupparsi.

Un comportamento culturalmente sbagliato difficilmente sarà corretto dalla sola repressione: bisogna innescare una dialogo costruttivo di crescita culturale che permetta alla città tutta di riscoprire l’amore per Palermo e, al contempo, riscopra la bellezza del vivere sano nel rispetto delle regole.

Ricordiamoci che la nostra città viene da dieci anni di imbarbarimento culturale, dove ha governato la cultura del più furbo.

Contro quel sistema abbiamo combattuto, ognuno per la sua parte, fino a riuscire a spiegare ai Palermitani che un’altra storia era possibile. I cittadini hanno compreso il messaggio, cancellando il centrodestra dal panorama politico cittadino e a noi, anche se da posizioni politiche diverse, spetta il dovere di dimostrare che un’altra Palermo è possibile e va costruita con ognuno di loro.

Quindi, caro Sindaco, oggi non credo sia giusto parlare di civili e/o incivili. Oggi bisogna parlare di Palermo e di come la nostra città va portata fuori da questo momento di crisi profonda in tutti i settori.

Pertanto, le rinnovo il mio invito a stringere un patto con la città, perché sono convinto che nessun uomo solo al comando potrà mai essere il sale della terra.