Ricordando Giuseppe D’Angelo: la mafia non è solo cosa nostra

Grazie all’associazione Libera oggi ho partecipato per la seconda volta a un incontro tenutosi con gli alunni delle scuole delle medie per parlare di Giuseppe D’Angelo, come familiare della vittima, insieme alla sorella Caterina e a mia mamma. Giuseppe, infatti, era un nostro cugino.

Già in passato vi ho raccontato la storia di questa vittima innocente e oggi ho avvertito una grande responsabilità verso quegli alunni che mi ascoltavano, perché a loro non abbiamo raccontato soltanto il folle gesto di cosa nostra ma, insieme a Libera, alla sorella Caterina e a mia madre, abbiamo cercato di trasmettere il bisogno di riscatto, la necessità di rinascita che deve crescere in modo sempre più forte nella nostra città.

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Nonno e Nipote

Perché non valorizzare la Festa dei Nonni?

Il 2 ottobre, in Italia, si festeggia la festa dei nonni, nello stesso giorno in cui i cattolici celebrano l’angelo custode. Accostamento senza dubbio azzeccato.

I nonni, infatti, sono importantissimi per i nipoti. Non solo perché riescono a trasmettere un affetto smisurato, ma perché sono fonte di educazione e di memoria.

Ecco perché voglio lanciare una proposta all’assessore Agnese Ciulla che ha, tra le deleghe, quella della “cittadinanza sociale“: valorizzare la festa dei nonni a stretto contatto con gli alunni delle scuole.

Esempio: i nonni potrebbero piazzarsi davanti agli istituiti, con tanto di fascia e paletta, per permettere agli scolari di attraversare la strada in sicurezza.

O ancora: permettere ai nonni di fare una lezione in classe così da raccontarsi in relazione al territorio in cui hanno vissuto, dispensando in questo modo pillole di saggezza e racconti per tramandare la memoria storica della nostra città.

Che ne pensate?